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Maria Paola Toschi (JP Morgan AM), “Lo shock economico, in un momento di ripartenza della domanda, potrebbe generare una ripresa vivace dell’inflazione”

Secondo la strategist, la Fed manterrà gli attuali livelli dei tassi anche per tutto il 2022 e 2023. E la Bce potrebbe varare nuovi strumenti entro fine anno per dare luogo a un contesto valutario meno sfavorevole

Per riportare l'inflazione al 2%, la Bce interverrà di nuovo sui tassi

Tra le mille incertezze degli investitori (elezioni Usa, ripresa dei contagi e conseguenti misure di contenimento a macchia di leopardo, tensioni nel commercio internazionale) che alimentano la volatilità, ce n’è una che spicca sopra le altre rendendo ancora più incerta ogni previsione: si chiama inflazione e il problema è che da troppo tempo rimane ostinatamente al di sotto degli obiettivi delle Banche centrali. “Ora però si teme che lo shock economico provocato dalla pandemia in un momento di ripartenza della domanda possa dare origine a una ripresa vivace dell’inflazione – dice Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P. Morgan AM – Ed è per questo motivo che la Federal Reserve ha detto, nel corso dell’ultima riunione, che sarà tollerante, anche se il livello dovesse superare la famosa soglia del 2 per cento”. Questo elemento, secondo la strategist, ha due importanti implicazioni: la prima è che la Fed manterrà gli attuali livelli dei tassi anche per tutto il 2022 e 2023. La seconda è che, dopo gli interventi epocali di stimolo attuati dall’istituto centrale per contrastare gli effetti della pandemia, gli strumenti a sua disposizione sono decisamente inferiori rispetto al passato.

Quanto alla Banca centrale europea, che ha fatto la sua parte anche se con un tono più attendista, Toschi è convinta che entro fine anno avvierà altre iniziative. “La mia convinzione nasce dal fatto che nei giorni scorsi la Bce ha per la prima volta accennato al tema delle valute, e in particolare all’euro forte come fattore di preoccupazione”, spiega la strategist. Un euro forte rispetto al dollaro rappresenta un problema per l’Europa che ha una forte propensione all’export, anche se ci sono stati periodi storici in cui questa situazione è coincisa con un periodo di maggiore crescita. “In ogni caso ritengo che questo sia un elemento che potrebbe essere utilizzato dalla Bce per varare nuovi strumenti entro fine anno con nuove estensioni dei piani per dare luogo a un contesto valutario meno sfavorevole”, dice Toschi. Con queste premesse, quali sono le migliori opportunità nel mercato azionario europeo? “Sicuramente le small cap, un segmento che vivrà una forte ripartenza. Ma anche il lusso, con la ripresa della Cina e lo sviluppo dell’ecommerce vivrà un buon recupero”, conclude Toschi.

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