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Gaziano (SoldiExpert), “La fuga degli investitori potrebbe annullare quattro anni di crescita”

Secondo McKinsey, in uno scenario di calo del Pil dell'11% nell'area euro nel 2020, il settore bancario potrebbe subire una crisi più grave di quelle del 2008 o del 2010, con una riduzione dei ricavi del 42% nel periodo 2020-2021. E, per tornare ai livelli pre-crisi, si potrebbe attendere fino al 2024

Gaziano (SoldiExpert), “La fuga degli investitori potrebbe annullare quattro anni di crescita”

Responsabile Strategie di Investimento di SoldiExpert SCF

Lunedì 21 settembre il settore bancario è stato colpito da forti vendite, mentre il saldo da inizio anno dell’indice Euro Stoxx Banks ha segnato una contrazione del 42,55% (-26% per il Ftse Italia All Share Banks). In un mercato già preoccupato per il riaccendersi in Europa di una nuova ondata di contagi, a far saltare i nervi è arrivata la nuova inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), che parla di oltre 2.100 segnalazioni di attività sospette che, tra il 1999 e il 2017, hanno portato a identificate circa 2mila miliardi di dollari in transazioni contrassegnate come possibile riciclaggio di denaro o altra attività criminale. “Si tratta di un tema scottante se si pensa che negli ultimi anni ammontano a oltre 500 miliardi di dollari le multe pagate dalle prime dieci banche del mondo per scandali legati ad attività di manipolazione dei mercati, risparmi, evasione e scarsa trasparenza”, spiega Salvatore Gaziano, Responsabile Strategie di Investimento di SoldiExpert SCF (Società di Consulenza Finanziaria Indipendente). Il tema è quindi scottante, ma non certo decisivo: "Il settore bancario europeo ha subito una forte contrazione da inizio anno e, tra pandemia, aumento del rischio insolvenza ed erosione continua dei margini, si trova in una situazione di grande fragilità ed è quindi estremamente sensibile a qualunque notizia negativa, come avvenuto appunto nei giorni scorsi". Per questo motivo gli investitori sono inclini da tempo a scappare dal settore: lo stesso Warren Buffett ha ridotto in questi mesi le sue partecipazioni storiche in Wells Fargo & Co, JP Morgan Chase & Co. U.S. Bancorp, Bank of New York Mellon, e ancora prima Bank of America, per puntare piuttosto sulla tecnologia e sulle conglomerate giapponesi.

Ma quali sono le prospettive per il settore nel medio periodo? “Le prospettive restano fosche nonostante tutte le banche stiano ora lavorando a pieno ritmo sul fronte intermediazione del credito mobilitate dai governi nazionali per sostenere l'economia – dice Gaziano - Ma la crisi attuale si sta rivelando un'estenuante corsa a lunga distanza e la pendenza promette di essere ripida per il settore bancario europeo”. Secondo McKinsey, in uno scenario di calo del Pil dell'11% nell'area euro nel 2020, le banche potrebbero subire una crisi più grave di quelle del 2008 o del 2010, con una riduzione dei ricavi del 42% nel periodo 2020-2021. “Questa proiezione include l'impatto del costo del rischio, che potrebbe quintuplicarsi in alcuni istituti a causa del potenziale fallimento di un gran numero di imprese - aggiunge Gaziano - Il settore potrebbe così perdere quattro anni di crescita, con un ritorno ai livelli pre-crisi solo nel 2024. Anche la redditività si deteriorerà, con un ritorno negativo del capitale proprio nel periodo, prima di crescere del 5-7% nel 2024-2025”. Alcune misure pubbliche messe in atto dai vari governi europei compenseranno in parte la perdita di reddito per le banche e la solidità finanziaria delle istituzioni europee è sicuramente migliore rispetto a quella del 2008. Ma i numeri sono abbastanza impietosi e lasciano poco spazio all’ottimismo, “anche perché il settore che in questi anni ha contribuito in modo maggiormente positivo al conto economico, come il risparmio gestito o wealth management, tenderà inevitabilmente anche in Europa a vedere una riduzione dei margini con la crescita dell’educazione finanziaria dei risparmiatori e l’applicazione più rigorosa della Mifid”, dice Gaziano. In un report recente, la società Oliver Wyman, con l'aiuto di Morgan Stanley, ha stimato il calo dei ricavi nel settore dell'investment banking a livello mondiale all'8% nel solo 2020, con profitti quasi nulli.

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