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Popolare di Bari, La politica farà un passo indietro

Convocata per il 15 ottobre l’assemblea che potrebbe designare l’ad del Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella, alla guida dell’istituto in amministrazione straordinaria. Sfuma l’ipotesi di ingresso nel capitale della Regione Puglia

S&P boccia l'ingresso di Mediocredito in Banca Popolare di Bari

Dopo lo slittamento di metà settembre – a causa del disaccordo tra M5S e Pd sulle nomine al vertice - è stata rimandata al 15 ottobre l’assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Bari (in amministrazione straordinaria), che dovrà nominare il presidente e i membri del consiglio di amministrazione, nonché i componenti del collegio sindacale e relativi compensi. L’ultima data per depositare le deleghe è fissata al 13 ottobre. Ma quali saranno le scelte? Dopo l’annuncio di Michele Emiliano (recentemente confermato alla guida della ragione Puglia) di voler entrare direttamente nel capitale della banca, alcune fonti giornalistiche indicano che Bankitalia sarebbe riuscita a sottrarre le nomine della Popolare di Bari alla gestione politica successiva alle elezioni regionali. L'Istituto guidato da Ignazio Visco, d'intesa con la Vigilanza europea, avrebbe infatti strappato una designazione tecnica come quella di Bernardo Mattarella, nipote del presidente della Repubblica e attuale amministratore delegato del Mediocredito Centrale (Mcc), che è l'azionista di maggioranza della Popolare di Bari con il 97 per cento. Entro venerdì 25 dovranno essere depositate le liste in vista dell'assemblea del 15 ottobre. Quanto alla poltrona di amministratore delegato la posizione sarà appannaggio di Giampiero Bergami, assunto dal Mcc e distaccato in Puglia come direttore generale.

Intanto la politica fa sentire il suo peso. "Mcc sarà audita davanti la Commissione il prossimo 29 settembre - ha detto Carla Ruocco, presidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche - Mi aspetto senza altri ritardi che il Medio Credito Centrale, con assoluta pienezza di poteri, proceda all'individuazione di competenti e autonomi organi di governo e di controllo della banca, chiudendo questa parentesi commissariale". "La banca – ha aggiunto Ruocco - dovrebbe diventare la realtà aggregatrice del sistema bancario del sud, attualmente ancora troppo frazionato in un territorio già così poco sviluppato".

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