Lusso

Goldman Sachs, “I consumi domestici attenuano i danni del lockdown”

Per il settore del lusso la previsione è di una contrazione delle vendite del 25% (migliore delle attese) nel 2020 e di una crescita del 15% nel 2021. Buy secco per i marchi dominanti

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

Si chiude all’insegna dell’ottimismo l’ultima settimana di settembre. Quanto meno è quello che emerge dagli uffici studio delle grandi banche e società di rating. Dopo la revisione al rialzo delle attese di Pil dell’eurozona da parte di S&P, Goldman Sachs ha infatti pubblicato un report sui beni di lusso in Europa decisamente meno negativo delle attese. Secondo il report, se è vero che l'ambiente è ancora complicato per il settore soprattutto a causa dell'assenza di consumi legati a viaggi e spostamenti (che hanno rappresentato il 30% delle vendite nel 2019), lo slancio della fase post-Covid è stato migliore del previsto, e trainato dagli acquisti interni, in particolare nei mercati statunitense e cinese. “I consumatori spendono meno per altre aree discrezionali di fascia alta (per esempio, viaggi ed esperienze) – è scritto nel report – E prevediamo che le vendite del settore luxury diminuiranno del 25% quest'anno contro un’attesa del -30%. Quanto al 2021, restiamo fermi nella nostra previsione di una crescita del 15 per cento”. Il report indica inoltre un consolidamento e una performance superiore per alcuni marchi dominanti, come Louis Vuitton, Dior, Gucci, Hermès e Cartier.

Secondo Goldman Sachs, l'assenza o riduzione dei viaggi influenzerà negativamente le vendite del settore per 75 miliardi di euro nel 2020 e questo canale rappresenterà solo il 4% delle vendite totali nel 2020 contro il 30% nel 2019. In solo parziale compensazione la quota di vendite di lusso effettuate online, che quest'anno rappresenterà – grazie al Covid - ben il 22 per cento. Infine i giudizi: “buy” secco per Kering, LVMH, Moncler e Richemont, e innalzamento a “buy” (da neutral) per Ferragamo, e a “neutral” (da sell) per Prada. “Preferiamo i marchi dominanti che mostrano la flessibilità finanziaria utile a sostenere gli investimenti quando il mercato si normalizzerà”, dicono gli strategist di Goldman Sachs. Che concludono: “Anche se il settore non è a buon mercato sui multipli principali (pe a 40 per il 2021, a 31 per il 2022), riteniamo possa essere in grado di fornire una crescita del 15% nel 2021 e un CAGR (tasso medio annuo di crescita, ndr) dedll'8% nel periodo 2021-2025”.

 

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