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Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare
il pescato di frodo ai bisognosi

Nei primi 18 mesi di sperimentazione, il progetto ha consentito la distribuzione di circa 83 mila pasti a persone bisognose grazie al recupero di oltre circa 12 mila chili di pescato del mercato illegale

Intesa Sanpaolo conferma trattative su Utp

Intesa Sanpaolo e Banco Alimentare hanno presentato oggi ai Mercati agroalimentari Sicilia (Maas) il progetto nazionale “Ri-Pescato: dal mercato illegale al mercato solidale” finalizzato al recupero e alla lavorazione del pesce sequestrato e alla sua distribuzione agli enti caritativi. Stando al relativo comunicato stampa, la banca si è resa promotrice e sostenitrice del nuovo progetto per assicurare che il prodotto, altamente deperibile e allo stesso tempo con un elevato valore nutrizionale, sia destinato a chi vive situazioni di difficoltà sociale ed economica. La Sicilia è infatti la prima regione di sviluppo dell’iniziativa che si svolge grazie al lavoro congiunto di diversi soggetti: le capitanerie di porto siciliane, il Maas, la Società italiana di medicina veterinaria preventiva, e gli enti caritativi convenzionati con la rete del Banco Alimentare. Nei primi 18 mesi di sperimentazione, prosegue la nota, il progetto ha consentito la distribuzione di circa 83 mila pasti a persone bisognose grazie al recupero di oltre circa 12 mila chili di pescato di frodo: dopo la confisca il prodotto viene conservato in celle frigorifere idonee fino alla certificazione di idoneità al consumo umano, per poi essere trasferito presso cooperative locali per essere lavorato, congelato e infine distribuito alle organizzazioni caritative siciliane. L’impatto sociale e i benefici del progetto sono numerosi: il contenimento dello spreco alimentare, la tutela della salute, il rispetto dei valori di legalità (potrebbe essere immesso sul mercato illegalmente), la salvaguardia dell’economia del territorio e dell’occupazione.

Lo sviluppo del progetto, prosegue la nota, potrà essere esteso dal territorio siciliano ad altre regioni costiere in Italia nei prossimi mesi, raggiungendo alcuni tra i più importanti obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda Onu 2030. L'iniziativa, si legge nel documento, si candida infine ad essere una delle migliori best practice nell’ambito della prima Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari istituita dalle Nazioni Unite il 29 settembre per sensibilizzare la popolazione mondiale sull’importanza di questa tematica. “Siamo molto contenti di questo nuovo intervento che ci vede ancora una volta insieme al Banco Alimentare: dopo l’accordo di collaborazione quadriennale e il sostegno al progetto Siticibo che ci hanno permesso di offrire milioni di pasti alle persone in difficoltà, questa iniziativa originale e innovativa rafforza l’impegno della banca a favore delle persone in stato di bisogno, così come previsto dal Piano d’impresa", ha commentato Elena Jacobs, responsabile Valorizzazione del sociale e Relazioni con le università di Intesa Sanpaolo, parlando di un progetto "complesso e sfidante che ci ha consentito di raggiungere numerosi obiettivi dell’agenda Onu: contrasto alla povertà, riduzione delle disuguaglianze, tutela della salute, salvaguardia ambientale, contenimento dello spreco alimentare e sostegno al lavoro dignitoso e alla crescita economica”. "La collaborazione con Intesa Sanpaolo ha radici storiche e negli ultimi anni si è ulteriormente sviluppata: è stata la stessa banca a proporci la possibilità di finanziare progetti innovativi che potessero aprire nuove possibilità di sostegno alimentare per le persone in difficoltà, andando ad incidere anche su inclusione sociale e sui temi di economia circolare", ha aggiunto Giuseppe Parma, direttore generale di Fondazione Banco Alimentare, parlando del progetto come una conferma della necessità di collaborazione tra profit e no-profit, che mettendo a disposizione l’uno dell’altro risorse, competenze ed idee possono lavorare insieme impattando positivamente sull’intera comunità.

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