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Criptovalute, le regole Ue:
obiettivo chiarezza legale

La Commissione europea intende fornire chiarezza legale e certezza per chi emette e fornisce crypto-asset, fissando al contempo una serie di requisiti minimi che i fornitori di criptovalute dovranno rispettare

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«Fornire chiarezza legale e certezza per chi emette e fornisce crypto-asset». È l’obiettivo della proposta di regolamento della Commissione europea su tutto il mondo delle cripto asset, incluse le stablecoin, secondo quanto si legge in una nota rilasciata da Bruxelles. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le nuove regole intervengono su più fronti, a partire dalla formazione di un mercato unico dei servizi, che consentirà agli operatori di muoversi tra gli Stati membri con una sorta di passaporto (un po’ come successo con la nascita del mercato Ucits dei fondi comuni di investimento); inoltre fissano una serie di requisiti minimi che i fornitori di criptovalute dovranno rispettare (tra cui requisiti minimi patrimoniali e custodia degli asset), oltre a intervenire sulla sicurezza tecnologica per evitare rischi di hackeraggio. E ancora, tutti i fornitori dovranno avere una presenza fisica nell’Unione e saranno soggetti alla supervisione dell’Eba (è l’autorità bancaria europea) per evitare che i loro strumenti possano mettere a rischio la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori in molti Stati membri.

«Di fatto questa prima proposta regolamentare crea un set normativo per tutti quei cripto asset che non sono considerati strumenti finanziari – ha spiegato asl Corriere Andrea Pantaleo, lead lawyer di Dla Piper –. Per tutti gli altri (quelli assimilabili a strumenti finanziari), invece, si applicheranno le normative già in vigore, come la Mifid 2. Il problema è che ancora non si hanno delle indicazioni precise su come valutare se una cripto asset sia assimilabile o meno a un prodotto finanziario. Un aspetto quest’ultimo che penso sarà regolamentato attraverso aggiustamenti alla normativa finanziaria, nonché tramite Q&A e linee guida». Le tempistiche non sono certe, «con le nuove norme che si applicheranno 18 mesi dopo l’entrata in vigore», puntualizza Pantaleo (per i titoli 3 e 4 della regolamentazione, riguardanti stablecoin e money token, i tempi di applicabilità potrebbero essere più brevi).

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