finanza sostenibile

Ofi Am, fuori dal mercato del greggio entro il 2050

La società di gestione risparmio francese annuncia la riduzione progressiva dei propri investimenti in aziende che operano nel settore del petrolio e dell’estrazione di gas non convenzionale

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La società di gestione risparmio francese, Ofi Am, annuncia la riduzione progressiva dei propri investimenti in aziende che operano nel settore del petrolio e dell’estrazione di gas non convenzionale, con l’obiettivo di azzerare la propria esposizione all’industria petrolifera entro il 2050.

"Gli investimenti verranno ridotti il più velocemente possibile, ma con un processo graduale per assicurare una transizione corretta ed evitare di danneggiare il sistema economico", scrive la società. Le economie mondiali sono infatti ancora fortemente dipendenti dal petrolio e dal gas, i quali però oltre ad essere risorse non rinnovabili, sono anche causa di importanti emissioni di gas serra. Pur non potendo dunque fare a meno di colpo degli idrocarburi, c’è la necessità di assicurarsi che i processi di produzione siano i più virtuosi possibile in relazione all’ambiente e alle persone.

Non tutte le forme di idrocarburi infatti sono identiche: bisogna distinguere il petrolio convenzionale, per cui è necessaria solo la trivellazione, dal petrolio e gas non convenzionali, come l’olio di scisto o il petrolio da tar sands, che vengono estratti con tecniche di frattura idraulica molto più complesse e tramite processi che emettono quantità di metano molto maggiori.

Ofi Am ha perciò deciso di cominciare a escludere progressivamente le società che estraggono petrolio e gas non convenzionale dai propri portafogli, a partire da quelle che utilizzano le tecniche di estrazione più controverse per il loro impatto sull’ambiente.

“L’obiettivo è avere un approccio responsabile e pragmatico allo stesso tempo", commenta Jean-Marie Mercadal, deputy chief executive officer e cio di Ofi Am. “Responsabile, perché incoraggia le società di estrazione di petrolio e gas non convenzionale ad adottare le migliori pratiche e lavorare per ridurre le emissioni di gas serra. Pragmatico perché siamo consapevoli che la produzione di petrolio e gas, nello scenario attuale, restano cruciali per l’equilibrio economico globale. Adottando una politica di graduale esclusione, vogliamo anche anticipare i rischi e proteggere i nostri clienti da possibili problematiche che potrebbero sorgere in futuro".

In linea con lo scenario di sviluppo sostenibile dell’Iea e le raccomandazioni della Tcfd, il piano di riduzione degli investimenti su greggio e gas si dividerà in tre fasi che porteranno all'esclusione totale dal settore petrolifero entro i prossimi trent'anni. 

1. Esclusione totale del gas shale e del petrolio shale e da tar sands entro il 2030. Tale fase si suddivide, a sua volta, in tre passaggi: 

  • esclusione delle aziende che generano oltre il 10% dei loro ricavi da queste tipologie di estrazione, a partire dal 2020;
  • esclusione delle aziende che generano oltre il 5% dei loro ricavi da queste tipologie di estrazione, a partire dal 2025;
  • esclusione totale al massimo entro il 2030.

2. Esclusione totale dalle società che investono nella trivellazione dell’Artico e in alto mare entro il 2040. L'obiettivo è composto da due lstrategie di investimento:

  • esclusione delle aziende del settore che lanciano nuovi progetti esplorativi nell’Artico o nelle acque profonde, a partire dal 2030;
  • esclusione totale dal 2040.

3. Esclusione totale dell’industria petrolifera entro il 2050. L'addio al settore verrà raggiunto attraverso due obiettivo

  • graduale riduzione dell’esposizione a partire dal 2040, con soglie che verranno definite in base allo scenario;
  • totale esclusione al massimo entro il 2050.

Le società che adotteranno (e implementeranno concretamente) piani ufficiali per uscire dall’industria petrolifera e/o raggiungere la “carbon neutrality” entro il 2050, allineandosi agli obiettivi della Science Based Targets Initiative, resteranno idonee per l’inclusione nei portafogli di Ofi Am. Eccetto quelle coinvolte negli idrocarburi shale e nelle tar sands.

Per quanto riguarda le società che estraggono gas convenzionale, soglie e scadenze verranno delineate sulla base della domanda e dell’offerta, con un approccio proattivo ma sempre pragmatico. In generale, la policy di Ofi AM verrà aggiornata nel caso i progressi scientifici consentiranno un più veloce ritiro dai diversi settori.

“In pochi mesi abbiamo adottato una policy per l’esclusione del carbone termico e un nuovo piano per escludere anche petrolio e gas non convenzionale. Il nostro obiettivo è rendere ancora più efficace e concreto il nostro approccio proattivo per fermare il cambiamento climatico”, aggiunge il ceo del grupo, Jean-Pierre Grimaud (in foto).

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