Politiche commerciali

Provvedo Mps-Axa: l'offerta di riscatto anticipato è a favore della compagnia

Da apprezzare sincerità e trasparenza, ma l'offerta è quasi sempre da respingere

Provvedo Mps-Axa: l'offerta di riscatto anticipato è a favore della compagnia

La lettera per i clienti sulla campagna di riscatto di Provvedo

I sottoscrittori delle polizze "Provvedo" collocate a suo tempo da Mps-Axa stanno ricevendo una comunicazione in cui la compagnia offre loro di riscattare in anticipo il prodotto concedendo un premio del 20% rispetto al capitale maturato fino ad ora. Provvedo è una polizza di Ramo I i cui attivi sono immessi nelle gestioni separate MPV (Monte Paschi Vita). Si tratta di una polizza collocata vent'anni fa ed oltre, quando le condizioni del mercato obbligazionario erano del tutto diverse da quelle attuali, sotto certi aspetti imprevedibili.

Sono da riconoscere, da parte di Mps-Axa, trasparenza e sincerità nel dire apertamente che l'offerta nasce dal loro interesse di "liberare impegni" dal bilancio e ridurre l'onere economico che queste vecchie polizze apportano al bilancio.Le Serie di polizze Provvedo interessate all'offerta sono infatti quelle a vita intera, quindi senza scadenza se non al momento del decesso dell'assicurato, ed a fronte di un premio ricorrente offrono un rendimento minimo pari al 4% annuo. Ed eccoci alla prima convenienza per l'assicurazione: garantire il 4% annuo in un'epoca di tassi a zero e sottozero che non si sa se e quando terminerà sta diventando davvero oneroso e rischia di compromettere l'equilibrio della gestione separata.
Mps-Axa preferisce quindi pagare in anticipo cinque anni di rendimenti al 4% di fronte ad una vita media residua delle polizze molto più elevata ed a probabilità di rialzo dei rendimenti molto scarse.
Questo aspetto, per chi sa quali siano i rendimenti attuali dei titoli di Stato, è abbastanza riconoscibile.
Molto meno riconoscibile è l'eventuale perdita che la compagnia potrebbe sostenere, e quindi il guadagno per il cliente, se- avvalendosi delle regole contrattuali- i beneficiari decidessero di optare per una rendita vitalizia. I coefficienti di trasformazione del capitale disponibile in rendita in uso a metà anni '90, infatti, sono molto più elevati rispetto a quelli attuali. Nel caso di capitali maturati di non piccola entità, il vantaggio potrebbe essere molto interessante. In più, si continuerebbe a beneficiare del rendimento della gestione separata MPV4.

Cosa fare se si è possessori della polizza Provvedo e si riceve l'offerta? Se si desidera la sicurezza di una polizza di Ramo I, si deve evitare di accettare. La polizza proseguirà garantendo le prestazioni originarie. Se si desidera diversificare il proprio portafoglio, magari perché troppo concentrati sui titoli di Stato, può essere opportuno valutare di accettare. Si incassa in anticipo cinque anni di rendimento e si ottiene il capitale da investire. Proseguendo i versamenti nella polizza, nei prossimi cinque anni si otterrebbe un capitale a disposizione di poco superiore rispetto a quello offerto ora dall'assicurazione. Un aspetto da non sottovalutare è la copertura del rischio morte: estinguendo la polizza si resta senza (a meno che non si disponga di altra copertura), e quindi bisognerebbe prendere in considerazione la stipula di un apposito contratto che in età avanzata non è economico. C'è poi un caso particolare, quando si è abbastanza prossimi all'età di pensionamento. Il motivo sta nelle particolari regole che disciplinano la previdenza complementare e che consentono al beneficiario di un fondo pensione di optare per l'incasso dell'intero capitale e non anche della rendita. Ciò avviene quando la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale risulta inferiore al 50% dell'assegno sociale. La prestazione è tassata al 15%, reddito imponibile solo per la parte che non è già stata assoggettata a tassazione durante la fase di accumulo (sono esclusi dunque i contribuiti non dedotti e i rendimenti già tassati). Il 15% si confronta con l'aliquota Irpef personale, che è di almeno il 23%, a cui sono stati dedotti i versamenti. La differenza costituisce un guadagno "offerto" dal fisco. Un rischio è quello che in futuro le regole cambino, rendendo in tutto o in parte vano quanto sopra indicato. Particolare attenzione deve anche essere prestata ai costi del prodotto da sottoscrivere, che se elevati rischiano di erodere molto il rendimento nel caso di aliquote Irpef non elevate. Se mancano pochi anni e si è sicuri di non dover disporre del capitale fino alla pensione e non si hanno problematiche riguardanti gli eredi da designare e l'imposta di successione (la polizza è esente), quindi, si può aderire alla proposta di riscatto e versare annualmente nel fondo pensione fino all'importo massimo deducibile, godendo anche del miglior trattamento fiscale previsto rispetto ai premi di polizza.

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