Quantcast

Mercati

Cattaneo e Kandin (Edmond de Rothschild): “L’Euro STOXX 50 cambia nella direzione giusta”

E’ stato rivisto recentemente il paniere dell’indice delle blue chip europee. Il settore tecnologico sale, ma è ancora sottopesato rispetto all’S&P500. Scende il dividend yield medio dal 2,7 al 2,55 per cento

Tech, non solo i big Usa, anche l’Europa ha i suoi tesori nascosti

Nei giorni scorsi, cinque società si sono avvicendate all'interno dell’Euro STOXX 50, il principale indice azionario blue-chip d'Europa. Société Générale, BBVA (bancari), Fresenius (tecnologia medica), Telefonica e Orange (tlc) lasciano il posto ad Adyen (pagamenti elettronici), Prosus (food delivery), Vonovia (immobiliare), Pernod Ricard (vini e alcolici) e Kone (scale mobili e ascensori). Come spiegano gli strategist, si tratta del più ampio riequilibrio degli ultimi cinque anni con non poche implicazioni in termini di asset allocation. Secondo Sara Cattano e Jonathan Kandin, financial analysts di Edmond de Rothschild, si tratta anche di un ribilanciamento positivo, poiché, “la stabilità e la mancanza di innovazione sono fonte di preoccupazione per i mercati e sono sintomatiche della fatica delle economie europee quando si parla di cambiamento”. L’immobilismo dell'indice negli ultimi anni ne è un esempio: nessun cambiamento nella sua composizione nel 2015 e nel 2017, solo due nel 2016, tre nel 2018 e uno solo nel 2019. “Ciò che registriamo quest’anno è invece che un settore poco performante, come quello delle banche e dei servizi di comunicazione, lascia il posto a settori a più alto potenziale come quello della tecnologia”, è il commento di Cattaneo e Kandin.

Nonostante questo segnale incoraggiante, anche dopo questo cambiamento il settore tecnologico europeo rimane molto sottopesato rispetto a quello statunitense. Infatti, dopo l’inclusione di Prosus all’interno dell’indice, il peso del settore tecnologico nell'EURO STOXX 50 è del 14%, contro il 28% dell'S&P 500. In altre parole, il settore tecnologico ha una ponderazione adesso simile a quella che l'S&P 500 aveva nel 2010, cioè dieci anni fa. "I pesi dei vari settori sono spesso evidenziati tra le ragioni alla base della sottoperformance degli indici azionari europei rispetto agli omologhi statunitensi, partendo dal presupposto che il sottopeso tecnologico dell'EURO STOXX 50 sia la causa principale della sua sottoperformance", spiegano gli strategist. Un altro modo di interpretare il cambiamento, infine, è guardarlo nell’ottica dei dividendi: il dividend yield medio dei nuovi nomi è dell'1,5% rispetto il 4,3% dei nomi in uscita dall’indice, portando in questo modo il dividend yield implicito dell'intero indice al 2,55% (dal 2,70%) per il 2022.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo