Immobiliare

Breglia (Scenari Immobiliari), “Pesa la carenza di prodotti di qualità”

Le previsioni per il 2021 sono ancora negative con un saldo a -0,8% a livello nazionale. In lieve ripresa solo Milano e Venezia. Locazioni in difficoltà fino alla rimozione delle restrizioni anti-Covid

Immobiliare, le sfidedel post Covid

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari

Oltre la metà della ricchezza delle famiglie europee è rappresentata dal mattone. In Italia questa quota supera il 60% e il settore immobiliare assorbe quasi un quinto del Pil nazionale. Lockdown e distanziamento non hanno certo favorito un settore che, per dimensioni e valore, è determinante per l’andamento dell’intera economia del Paese, ma che è in sofferenza da molto tempo. “Solo Milano e Roma hanno avuto una crescita delle quotazioni reali significativa negli ultimi venti anni, pari al 6% – afferma Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – Tutte le altre città italiane hanno subito cali importanti. In altre parole, le “prime della classe” sono molto distanti dalle altre”. Le ragioni sono tante: le due crisi finanziarie del 2008 e del 2012 in primis hanno contribuito alla flessione delle quotazioni medie reali, che non sono tornate ancora ai livelli di inizio millennio, mentre le compravendite sono oggi solo al 60% rispetto all’anno 2000. Ma ci sono anche ragioni più strutturali che spiegano la crisi del settore: “La superficie dello stock residenziale nei principali Paesi europei negli ultimi venti anni è aumentata di oltre il 10%, mentre in Italia la crescita è stata inferiore a 7,3%”, afferma Breglia.

Ma quali sono le previsioni per il 2021? Secondo Scenari Immobiliari i prezzi saranno ancora negativi con un saldo a -0,8% a livello nazionale alla fine del prossimo anno, “anche a causa della progressiva carenza di prodotto di qualità”. Quanto alle città principali, solo Venezia vedrà una ripresa delle quotazioni a +1,2%, seguita da Milano (+0,5%) e Roma (+0,2%), incrementi che erano già previsti per il 2020, ma ostacolati dalla pandemia. Ancora più netta la ripresa delle compravendite nelle grandi città. Venezia, con un +12,2% è sempre sul podio, ma preceduta da Firenze (13,9%) e Milano (13,6%). “La forte ripresa degli scambi nelle due principali città turistiche è dovuta anche alla probabile ripresa degli acquisti per investimenti in locazione breve, che nel 2020 hanno subito un forte stop”, spiega Breglia. Che conclude: “Quanto alle locazioni, nelle aree urbane è prevedibile un allentamento della pressione della domanda abitativa con conseguente compressione dei livelli dei canoni che tenderanno a riallinearsi alla situazione pre-coronavirus solo dopo la piena ripresa di tutte le attività”. 

 

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