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Delamaide (Investing.com), “Le turbolenze nella corsa alla Casa Bianca favoriscono i titoli di Stato europei”

Secondo lo strategist, una tendenza disinflazionistica nella zona euro rafforza le speculazioni sull'azione della Banca centrale sotto forma di maggiori acquisti di obbligazioni

Le elezioni Usa e le implicazioni sull'economia e sui mercati finanziari

Wall Street festeggia la veloce evoluzione della malattia di Donald Trump (che ha lasciato l’ospedale in mattinata) con una chiusura in forte rialzo (+1,68% il Dow Jones, +2,32% il Nasdaq) nella seduta di ieri. I mercati non nascondono affatto la loro estrema sensibilità a ogni notizia che riguarda il virus covid-19 e la sua evoluzione. E così oggi iniettano fiducia nell’azionario con la stessa velocità con la quale hanno reagito il 2 ottobre alla notizia della positività di Trump (che ha portato ulteriore incertezza nella corsa alla Casa Bianca) con il Nasdaq che ha lasciato sul terreno il 2,22%. Quanto al rendimento dei Treasury a 10 anni, è risalito a 0,70% venerdì scorso, dopo la notizia che il tasso di disoccupazione si era portato sotto l'8% a settembre, l'ultimo rapporto mensile sull'occupazione prima delle elezioni del 3 novembre. “Il tumultuoso dibattito elettorale aveva già sostenuto i prezzi dei titoli di Stato europei - dice Darrell Delamaide, analista di it.investing.com - Il decennale italiano, in particolare, ha toccato un minimo record dello 0,8%, proseguendo la tendenza al ribasso della settimana precedente dovuta al fatto che gli investitori cercano sempre di più rifugio nei titoli di Stato”. Sempre in Europa, i Bund a 10 anni hanno superato la soglia del -0,55%, portando lo spread con il BTP a circa 133 punti base dai 139 della settimana precedente. “In questo momento penso che il rendimento migliore (e positivo!) delle obbligazioni italiane sia più attraente per gli investitori rispetto a quello delle obbligazioni tedesche – dice Delamaide - In ogni caso, il doppio supporto dell’Unione europea attraverso l’acquisto di asset d’emergenza da parte della Bce e gli aiuti promessi per incoraggiare la ripresa economica hanno rassicurato gli investitori sui titoli di Stato italiani”. In ogni caso le buone notizie provenienti dagli Stati Uniti hanno prevalso sulle preoccupazioni per il dissenso tra le fila del consiglio direttivo della BCE, dove alcuni membri stanno facendo pressioni affinché l’istituto centrale fornisca più stimoli monetari, mentre altri oppongono resistenza, e per un altro calo dell'inflazione nell’Eurozona, scesa a -0,3% a settembre rispetto al -0,2% di agosto. L’inflazione è infatti il pensiero ricorrente degli analisti. “Questi ultimi affermano che i numeri negativi sull'inflazione sembrano dovuti a fattori temporanei, come il calo dei prezzi dell'energia e una diminuzione dell'imposta sul valore aggiunto in Germania”, dice Delamaide. Che conclude: “Ma una tendenza disinflazionistica nella zona euro rafforza le speculazioni sull'azione della Banca centrale sotto forma di maggiori acquisti di obbligazioni”.

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