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Allier (Carmignac), “Lo spread resterà basso nei prossimi mesi”

Secondo il gestore, il differenziale tra il Bund e il BTP non è lontano dal target stimato per la fine dell’anno. E molte circostanze remano contro un ampliamento della forbice

Allier (Carmignac), “Lo spread resterà basso nei prossimi mesi”

Marie-Anne Allier, gestore obbligazionario e co-gestore di Carmignac Sécurité

Prosegue il movimento virtuoso di restringimento dello spread tra il BTP e il decennale tedesco, che staziona da tempo in area 130/140 punti con piccoli movimenti giornalieri dopo i picchi a 230 punti di aprile/maggio, in piena emergenza nazionale da coronavirus. In mattinata la forbice si è ulteriormente ristretta portandosi sulla soglia dei 126 punti. Ma cosa che cosa succederà nelle prossime settimane? Lo spread potrebbe ridursi ulteriormente? “Attualmente il differenziale Btp/Bund non è molto lontano dal target stimato da molti esperti per la fine dell’anno – risponde Marie-Anne Allier, gestore obbligazionario e co-gestore di Carmignac Sécurité - Ma un ampliamento materiale della forbice non è il nostro scenario di base per i prossimi mesi”. Come spiega Allier, in un contesto caratterizzato da rendimenti tedeschi più bassi, spinti da una ripresa economica più debole e altalenante, lo spread potrebbe inizialmente ampliarsi. Ma in questa ipotesi, la funzione di reazione della Banca centrale europea e la conseguente repressione finanziaria in Europa dovrebbe accentuare l’interesse per i Btp in uno scenario caratterizzato sempre più da rendimenti negativi, “con l'Italia - dice Allier - che presenta ancora un quadro costruttivo in termini di offerta obbligazionaria netta, una migliore visibilità sul fronte politico e una consueta protezione da parte delle istituzioni europee”. Al contrario, in uno scenario caratterizzato da rendimenti tedeschi più elevati, spinti da un vento di ottimismo sulla crescita europea, gli spread con i BTP dovrebbero beneficiare di un minor rischio di credito, con l’Italia che dovrebbe raccogliere i frutti della fine dell’emergenza sanitaria che l’ha pesantemente colpita.

Lo spread insomma non deve fare più paura. ”Ci sono diverse ragioni che spiegano i minimi storici riportati dallo spread BTP- Bund, in primis il fatto che la maggior parte dei titoli di stato europei ha sovraperformato i Bund, o in altre parole, la maggior parte degli spread creditizi si sono ridotti”, dice Allier. In seguito, le azioni senza precedenti messe in campo dalla Bce e l’accordo tra i leader europei per il Recovery Fund non hanno fatto altro che rafforzare significativamente l’unione fiscale e monetaria europea, fattore che ha largamente supportato tutti gli asset denominati in euro. In più, i bassissimi livelli assoluti dei tassi di interesse, uniti alla quasi certezza che il contesto di repressione finanziaria non svanirà nel breve periodo (lower for longer), portano a un incremento dell’interesse per qualsiasi obbligazione che mostri un certo premio rispetto ad asset risk-free che offrano rendimenti nettamente negativi. “I titoli di stato italiani, come ogni asset dal rendimento positivo, ha quindi tratto beneficio da questa situazione”, afferma Allier. “L’attività di profit taking di fine anno da parte di investitori che puntano a ridurre il rischio del loro portafoglio in seguito alle revisioni dei rating di ottobre (S&P) e forse anche di novembre (Moody's), potrebbero generare alcuni cambiamenti. Ma il nostro scenario principale resta quello che vede lo spread Btp/Bund stabile/basso nel medio periodo”, conclude Allier.

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