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Bond high yield in euro, cosa aspettarci dopo la buona estate appena passata

"Il segmento high yield offre sia rendimenti che opportunità di guadagno in conto capitale mentre gli spread rispetto al segmento investment grade si comprimono". L'analisi di Francesco Lomartire

Jupiter lancia un fondo sui bond corporate high yield

"Il segmento high yield europeo ha registrato performance al rialzo durante i mesi estivi che sono stati caratterizzati da una maggiore propensione al rischio. Tuttavia permangono le incertezze dovute al nuovo aumento della curva dei contagi da COVID-19 che continua a rappresentare una minaccia per l’economia". L'analisi di Francesco Lomartire, responsabile di Spdr ETFs per l’Italia. 

Da inizio anno a oggi, le performance del segmento high yield sono state negative, ma c’è stato un netto rialzo dopo il sell-off di marzo, seguito poi da ulteriori performance positive fino a giugno. Anche se l’andamento nei mesi estivi è stato leggermente più lento, le performance degli ultimi tre mesi dell’indice Bloomberg Barclays Liquidity Screened Euro High Yield Bond restano ancora intorno al 3%. Questo è dovuto a tre fattori principali:

La ripresa economica, i cui indicatori suggeriscono un rapido miglioramento nella maggior parte delle economie. Ad esempio, gran parte dei dati analizzati si è attestata nuovamente ai livelli precedenti che indicano una stabilità dell’economia.

Un’estate caratterizzata dalla propensione al rischio, in scia alla ripresa dei mercati azionari. Questo fattore ha portato a un incremento dell’ottimismo in merito al fatto che il rischio di downgrade e di default per i titoli high yield fosse diminuito.
La caccia ai rendimenti.

Con gran parte dei rendimenti dei titoli di stato europei in territorio negativo e gli spread investment grade (IG) che sono scesi a minimi da febbraio, gli investitori obbligazionari hanno dovuto cercare fonti di rendimento alternative. Il segmento high yield offre sia rendimenti che opportunità di guadagno in conto capitale mentre gli spread rispetto al segmento investment grade si comprimono.

La risalita del numero di contagi da Covid-19 e le discussioni in merito alla possibilità di nuovi lockdown a livello regionale sollevano interrogativi su quanto i dati economici possano continuare a migliorare. Questi fattori potrebbero ostacolare un ulteriore miglioramento della performance dei titoli high yield. Tuttavia, con rendimenti superiori al 3,5%1, l'apprezzamento del capitale costituisce un fattore meno preoccupante per chi è investito in fondi high yield.

Detto questo, fino a quando la propensione al rischio resta stabile, le obbligazioni high yield dovrebbero poter continuare a riportare buone performance. L'indice Bloomberg Barclays Euro High Yield presenta un'elevata correlazione con l'indice S&P 500, fattore che lo colloca decisamente nella categoria degli asset di rischio. Da marzo, la reazione dell'indice ad alcune delle maggiori oscillazioni del comparto azionario è stata limitata e, a tal proposito, i timori di instabilità del mercato azionario potrebbero spingere gli investitori a ridurre l'esposizione azionaria in favore del segmento high yield.

Fattori trainanti – I rendimenti si trovano nei settori meno amati

L'indice Bloomberg Barclays Euro High Yield Index è salito di un altro 0,5% questo mese (al 18 settembre), trainato soprattutto da un rimbalzo dei settori la cui performance è ancora indietro rispetto a quella dell'indice totale. I tre settori che hanno performato meglio sono stati quello dei consumi ciclici (+1,07%), quello industriale (+0,93%) e quello finanziario (+0,88%), ovvero i tre comparti che da inizio anno ad oggi continuano a registrare un calo pari o superiore al 3%. Complessivamente questi tre settori rappresentano quasi la metà del peso dell'indice, il che significa che l’impatto della loro performance è stato significativo.

Questa rincorsa della performance è evidente anche se i rendimenti degli indici sono divisi per aree di valutazione. Il credito investment grade è stato il primo a riprendersi, dato che la Bce ha aumentato la portata del programma di acquisti nel settore del credito.

Questo ha costretto inizialmente gli investitori a cercare rendimenti nel segmento con rating più elevato all’interno dell’universo dei titoli non-investment grade, per poi scendere gradualmente verso quelli con un rating più basso. In questo caso, le obbligazioni con rating CAA2 e CAA3 hanno riportato le performance più elevate a settembre, che si sono attestate a rispettivamente al 5,4% e al 9,6%.

Finché non vi sarà un peggioramento della propensione al rischio, questa convergenza degli spread rimarrà probabilmente un fattore chiave per la performance dei fondi high yield. Se da un lato le obbligazioni con rating più basso devono incorporare un maggior rischio di default, l’yield to maturity del segmento con rating uguale e inferiore a B3 è superiore al 6% mentre quello dei titoli con rating BA1 (il rating più elevato nel segmento non-investment grade) si attesta a quasi il 2%. Visto che lo spread tra gli indici Bloomberg Barclays Pan-Euro HY BB Rating e CCC Rating è ancora superiore di circa 50 punti base rispetto alla media riportata nel periodo 2014-2019, c’è ancora spazio per un'ulteriore compressione.

Nubi scure all’orizzonte

Nonostante i mesi estivi siano stati positivi per chi era investito nel segmento high yield, ora preoccupa la risalita dei numero di contagi da Covid-19. Tuttavia ci sono diverse ragioni che ci spingono a credere che un incremento sostanziale dello spread non sia una preoccupazione da tenere in considerazione in questo momento.

Contrariamente all'approccio adottato all'inizio della pandemia, i governi stanno cercando di evitare lockdown che coinvolgano tutte le attività economiche. Questo dovrebbe limitare l'impatto sulle imprese. Molte delle misure governative messe in atto per aiutare le imprese a uscire dalla crisi sono state prolungate. Inoltre, i livelli record di emissioni high yield suggeriscono che le aziende abbiano prefinanziato le loro necessità di liquidità e dovrebbero essere in condizioni migliori rispetto al primo trimestre del 2020.

Il ritmo dei downgrade dei rating si è ridotto abbastanza bruscamente nel terzo trimestre del 2020, con i downgrade da parte di S&P che hanno riportato un calo del 26% rispetto al secondo trimestre del 2020, mentre quelli di Moody's sono scesi del 29%2. Ciò suggerisce che la solidità finanziaria preoccupa meno le agenzie di rating e significa anche che il mercato high yield dovrà assorbire meno “Fallen Angels”.

Nel complesso, i timori legati al Covid-19 non dovrebbero attenuarsi nel breve termine, fattore che creerà un contesto più volatile per i bond high yield. Tuttavia un segmento corporate più solido e la resilienza generale che il segmento high yield ha dimostrato nei precedenti periodi di volatilità del mercato azionario potrebbero limitare il rischio di riduzione dei prezzi.

In effetti, con gli investitori ancora alla ricerca di rendimenti obbligazionari, l'eventuale riduzione della propensione al rischio, come quella a cui abbiamo assistito a giugno 2020, potrebbe essere considerata un'opportunità per aggiungere asset che forniscono un flusso di cedole stabile.

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