Enasarco, FarePresto! sbanca
già sicuri 7 seggi su 15 nel Cda

Una rivoluzione annunciata: dopo 80 anni il governo, si fa per dire, di una delle più grandi casse previdenziali italiane sfugge alla Confcommercio e alla Uil e passa agli sfidanti, la lista Fare Presto e Fare Bene, costuita da Fiarc, Federagenti, Cisal, Anasf e Confesercenti. Sette seggi su quindici in consiglio già sicuri per la lista vincente, si aprono i giochi per le alleanze

Enasarco 2020, lista "Fare Presto!": giganti e-commerce paghino Enasarco

Dopo ottant’anni di storia e alle seconde elezioni libere, dopo la prima tornata del 2016, la Confcommercio si lascia sfuggire il controllo dell’Enasarco, la grande cassa previdenziale privata che vanta 220 mila iscritti tra gli agenti rappresentanti e i consulenti finanziari italiani e che dovrebbe assicurare loro un tranquillo futuro previdenziale.
Questi i risultati, eclatanti, che aprono la porta al ribaltone. La lista Fare Presto e Fare Bene, costuita da Fiarc, Federagenti, Cisal, Anasf e Confesercenti ha ottenuto il 44,81% dei voti tra gli agenti, con 14.019 voti espressi, schiacciando al 31,56% la seconda classificata, Solo Agenti in Enasarco. Tra le case mandanti, altra vittoria di Fare Presto! con il 33,74% contro l 25,24% di Enasarco del futuro – imprese.
A questo link le tabelle complete sui risultati provvisori pubblicati ieri sera, al termine dei 14 giorni di voto digitale.
A questo punto, e sulla scorta di questi risultati ancora da consolidare, la lista Fare Presto prende 25 delegati su 60 all’assemblea dei delegati che il presidente uscente Gianroberto Costa, espressione di Confcommercio, deve convocare entro 45 giorni – ma buon costume vorrebbe che facesse molto prima. I 60 dovranno nominare a loro volta i 15 consiglieri d’amministrazione, dunque 1 ogni 4 delegati. Con le percentuali raggiunte, secondo i calcoli di massima, a Fare Presto spetteranno 25 consiglieri su 60. Attraendo in un accordo di governance verosimilmente già delineato i rappresentanti delle imprese industriali, Confindustria e Confapi – sostanzialmente emarginati dalla vecchia gestione – la maggioranza nel consiglio d’amministrazione dovrebbe essere blindata. E comunque la forza della lista è di gran lunga dominante.
Sul piano politico, il giubilamento della lista Confcommercio rappresenta l’inevitabile suggello di una gestione deludente e indecisa, che peraltro ha perseguito per settimane la linea del rinvio del voto, sfruttando le circostanze imposte dalla pandemia. Tramonta anche la stella dell’ex presidente Brunetto Boco, da sempre espressione della Uil, che dopo un lungo governo, attraversato da molte polemiche, alle prime elezioni di quattro anni fa aveva comunque conservato un seggio per sé con il quale, stante l’innegabile personalità politica e non solo, aveva comunque fortemente influenzato la gestione.
Per l’Anasf, che ha fortemente voluto e sostenuto la lista Fare Presto! alla quale ha prestato il suo unico consigliere della consigliatura uscente, Alfonsino Mei, il voto rappresenta una nettissima affermazione che pesa molto sul piano qualitativo, perché è proprio grazie alla qualità del programma che ha convinto una quantità di iscritti molto maggiore della scorsa tornata.
 
 
 
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo