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Pimco, “E’ il momento di aprire il paracadute della gestione attiva”

Nel suo Secular Outlook, la società individua due fattori chiave dell’oscillazione dei mercati: la pandemia e la politica fiscale. Rischio di "zombificazione" del settore societario a causa del massiccio sostegno dei governi e delle Banche centrali, che peserà sulla crescita della produttività nel lungo termine

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Sono quattro i disgregatori macroeconomici che rischiano di diventare ancora più pronunciati nell'orizzonte temporale a 3-5anni delineato dal Secular Outlook di Pimco dal titolo “Escalating Disruption”: l'ascesa della Cina, il populismo, i rischi legati al clima e la tecnologia. E sono due i fattori chiave dell'oscillazione dei mercati che potrebbero produrre, nel periodo considerato, sorprese al rialzo o al ribasso: l’evoluzione della pandemia da Covid Sars e il grado in cui la politica fiscale rimarrà attiva o al contrario si ritirerà. Questa cornice ricca di incognite produce, secondo gli strategist Joachim Fels, Andrew Balls e Daniel J. Ivascyn, solo una certezza: il successo degli investimenti nell'orizzonte secolare richiederà probabilmente una gestione attiva dei portafogli sia per resistere ai fattori disgregatori che per perseguire le opportunità che eventuali interruzioni di questo processo potranno creare. “Purtroppo quest'anno si sono verificate gravi perturbazioni e una radicale incertezza, anche se da una fonte inaspettata: la pandemia di Covid-19, che ha causato la più profonda recessione economica dalla Grande Depressione e ha scatenato risposte sconcertanti di politica fiscale e monetaria – spiegano gli strategist – Ma il nostro scenario di base è rimasto intatto, e crediamo che il successo degli investimenti nell'orizzonte secolare consista fondamentalmente nell’essere preparati alle interruzioni dai fattori disgreganti provenienti da una varietà di fonti perseguendo attivamente le opportunità che si presentano quando si verifica volatilità: ciò è ancora più importante ora che i mercati dovranno affrontare le conseguenze a lungo termine dello shock pandemico, della sua propagazione e delle risposte politiche”.

Secondo Pimco, mentre il proseguimento della ripresa ciclica nei prossimi uno o due anni è pienamente giustificato, le cicatrici economiche della crisi derivante dalla pandemia peseranno sulla crescita potenziale della produzione nei prossimi anni. Come è spiegato nel report, periodi più lunghi di disoccupazione implicano in genere un'erosione delle competenze degli individui e quindi della produttività del lavoro. Inoltre, una maggiore incertezza probabilmente deprimerà gli investimenti delle imprese per molto tempo a venire. Si assiste infine a una crescente "zombificazione" del settore societario a causa del massiccio sostegno del governo e delle Banche centrali, e questo elemento probabilmente peserà sulla crescita della produttività a più lungo termine. Tuttavia, gli strategist hanno anche contemplato scenari di crescita più positivi, che si concentrano principalmente sulla possibilità di politiche fiscali molto più attive che promuovono gli investimenti privati e pubblici attraverso la spesa per le infrastrutture, una maggiore spesa per la ricerca e lo sviluppo come parte della nuova corsa tecnologica, accordi verdi, miglioramento della formazione del capitale umano attraverso l'istruzione e riforma fiscale. “Anche se uno scenario positivamente dirompente non è quello che preferiamo, rappresenta senz'altro un importante rischio di rialzo per il nostro scenario più cauto”, concludono gli strategist.

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