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Jung (Mirabaud), “Per l’Italia ci aspettiamo un rimbalzo fino a fine anno”

Secondo lo strategist, la ripresa proseguirà nelle prossime settimane trainata dal settore industriale. Buona la tenuta dei servizi rispetto a molti Paesi europei

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L’economia italiana, vista da Ginevra, fa meno paura: anzi appare incoraggiante. Gli indicatori macro economici, secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, intervenuto alla conferenza di presentazione del Macro Outlook, suggeriscono che, alla fine del terzo trimestre, la ripresa in Italia proseguirà, con il settore industriale in sovraperformance. Inoltre, secondo lo strategist, il settore dei servizi domestico sta resistendo meglio rispetto a quello di molti altri Paesi europei. “Nonostante l'apprezzamento dell'euro, la perdita di competitività in Italia si è solo leggermente deteriorata e il livello di indebitamento generale delle imprese rimane inferiore alla media dell'area dell'euro”, spuega Jung. Che aggiunge la storica nota dolente: “Tuttavia, la risposta di politica fiscale all'epidemia potrebbe avere forti ripercussioni sui conti pubblici”.

Secondo l’analisi di Jung, mentre in Germania e in Italia i maggiori indicatori economici sono positivi, in altri Paesi dell’area euro la situazione è più difficile. In Francia, ma soprattutto la Spagna (i due Paesi maggiormente colpiti dalla recrudescenza dei casi di Covid 19), il settore dei servizi, per esempio, sta soffrendo in maniera sostanziale. “Ciò costituisce una seria sfida alla ripresa della crescita in quei Paesi e aumenta ulteriormente la divergenza all'interno delle economie della zona euro”, dice Jung. Che aggiunge: “Per quanto riguarda l'Italia, da maggio abbiamo assistito a una ripresa dell'attività e a un lento aumento dell'occupazione. Ci aspettiamo quindi un rimbalzo fino a fine anno, anche se il percorso verso la normalità sarà lungo”.

In generale, secondo Mirabaud, nello scenario attuale, caratterizzato da un'elevata volatilità e dall’incertezza causate da un evento senza precedenti, si sono aggiunti nelle ultime settimane due temi: le elezioni USA e la Brexit. “L’epidemia di Covid 19 e i suoi effetti hanno cambiato strutturalmente l’economia, e continueranno a farlo – spiega Jung - e ciò comporta cambiamenti nei governi in tutto il mondo, così come variazioni nei comportamenti dei consumatori”. “Attualmente viviamo in un mondo ad alto debito, e questo avrà ramificazioni di vasta portata. Infatti, una delle nostre maggiori convinzioni è che i tassi rimarranno bassi per moltissimo tempo”, conclude lo strategist.

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