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Azionario e private equity, la strategia sostenibile di Mirabuad Am

I criteri che la società sta seguendo nella selezione di titoli e aziende su cui investire sono: sostenibilità economica, sociale, ambientale e aziendale. Con quali strategie lo hanno spiegano ieri Anu Narula e Renaud Dutreil in conferenza stampa

Azionario e private equity, la strategia sostenibile di Mirabuad Am

Azionario globale e private equity. Sono stati questi i temi della conferenza stampa in streaming organizzata da Mirbaud Am con i responsabili delle due asset class: Anu Narula Renaud Dutreil.

Lo scenario attuale, caratterizzato da un'elevata volatilità e dall’incertezza causate da un evento senza precedenti che ha costretto tutto il mondo a fermarsi per mesi, ha spinto la finanza a riconsiderare le proprie priorità dando una nuova attenzione alla sostenibilità. "In Mirabaud siamo da sempre convinti che non può esserci crescita senza sostenibilità", ha commentato Lionel Aeschlimann, managing partner e ceo di Mirabaud Am in apertura dell'incontro con la stampa.

"La nostra visione si basa su quattro pilastri: sostenibilità economica, sociale, ambientale e aziendale. Vogliamo sostenere le aziende, vogliamo portare valore aggiunto ai nostri clienti, contribuendo al contempo a una società migliore, più giusta e inclusiva per tutti", ha aggiunto Aeschlimann. 

Presente anche il responsabile della sede di affari italiana dell'asset manager, David Basola (il primo in foto). “"Puntiamo a investire in aziende che rappresentano i leader di domani, il cui focus si sta discostando dai rendimenti puramente finanziari", ha spiegato Basola. "Siamo impegnati a investire in modo responsabile, sia attraverso una solida integrazione dei principi Esg negli asset quotati, sia attraverso l'investimento a impatto con i nostri veicoli di private equity. Cerchiamo aziende con buone pratiche interne che siano in grado di contribuire alla costruzione di un'economia più sostenibile”. 

A preoccupare non è solo la seconda ondata in corso di Covid 19, ma anche l'esito ancora non chiaro del processo di Brexit e le elezioni negli Stati Uniti per il rinnovo della presidenza. Tutti fattori che è necessario affrontare in modo organico. Ne è certo il capo economista di Mirabaud Am, Gero Jung, per il quale “l’epidemia di Covid 19 e i suoi effetti hanno cambiato strutturalmente l’economia, e continueranno a farlo, comportando cambiamenti nei governi in tutto il mondo, così come variazioni nei comportamenti dei consumatori".

"Attualmente", ha continuato Jung in diretta streaming, "viviamo in un mondo ad alto debito, e questo avrà ramificazioni di vasta portata. Infatti, una delle nostre maggiori convinzioni è che i tassi rimarranno bassi per moltissimo tempo. Le imminenti elezioni Usa sono fonte di ulteriore incertezza, che difficilmente diminuirà anche dopo il 3 novembre. In caso di vittoria di Biden, i piani di spesa che propone potrebbero accrescere il debito e il deficit degli Stati Uniti esponenzialmente."

La Brexit rimane un argomento chiave. "Il nostro scenario di base vede un accordo commerciale tra l'Ue e il Regno Unito. L'impatto negativo di una hard Brexit sul Pil è notevole. Nel lungo periodo sarebbe infatti maggiore rispetto agli effetti della crisi Covid-19. In Europa gli ultimi sondaggi evidenziano delle sfide per la ripresa. Infatti, mentre in Germania e in Italia gli indicatori sono incoraggianti, in altri paesi la situazione è più difficile", prosegue Gero Jung che vanta tra le proprie esperienze quelle presso Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

"La Francia, ma soprattutto la Spagna, sono tra i Paesi maggiormente colpiti dalla recrudescenza dei casi Covid 19 e dove il settore dei servizi soffre in maniera sostanziale. Ciò costituisce una seria sfida alla ripresa della crescita in quei paesi e aumenta ulteriormente la divergenza all'interno delle economie della zona euro. Per quanto riguarda l'Italia, ci aspettiamo un rimbalzo fino a fine anno, ma il percorso verso la normalità sarà lungo". 

"Da maggio abbiamo assistito a una ripresa dell'attività e a un lento aumento dell'occupazione. Per quanto riguarda l'andamento dell'economia italiana, gli ultimi indicatori sono incoraggianti, e suggeriscono che, alla fine del terzo trimestre, la ripresa nella Penisola prosegue, con il settore industriale in sovraperformance".

Segnali positivi arrivano anche dal settore dei servizi dello Stivale che sta dimostrando di resiste meglio che in molti altri paesi europei. "Nonostante l'apprezzamento dell'euro", ha detto Jung, "la perdita di competitività si è solo leggermente deteriorata e il livello di indebitamento generale delle imprese rimane inferiore alla media dell'area dell'euro. Tuttavia, la risposta di politica fiscale all'epidemia potrebbe avere forti ripercussioni sui conti pubblici”. 

La scia lasciata dal rally estivo sui mercati azionari statunitensi è ancora ben presente. Fondamentali sono stati gli interventi a sostegno della liquidità da parte della Federal Reserve, che ha effettivamente messo un limite al ribasso del mercato. Inoltre, c'è stato un ancoraggio dei tassi a breve termine negli Stati Uniti.

Azionario globale e sosteniblità

Di questo ha parlato il responsabile dell’azionario globale, Narula (il secondo in foto). "La combinazione di questi fattori ha spinto i multipli al rialzo. Ci stiamo anche avvicinando alla stagione delle trimestrali, che confermerà nettamente se i multipli sono alti artificialmente, come pensiamo sia per molti nomi in recupero".

"Di conseguenza", ha proseguito il capo dell'equity globale, "la ricerca della qualità in questo ambiente diventa fondamentale ed è di primaria importanza per noi che guardiamo al futuro. Il nostro approccio agli investimenti è molto chiaro; costruiamo un portafoglio di società dalla crescita sostenibile con caratteristiche diverse e investiamo in modo responsabile attraverso una copertura Esg". 

Il processo Esg di Mirabaud Am include uno screening sia positivo che negativo, integrato da una attività di engagement a cui partecipa anche il gruppo di lavoro dedicato agli nvetimenti sostenibili. "Fondamentalmente"; ha spiegato Narula, "prendiamo in considerazione i fattori Esg nella valutazione e nella scelta degli investimenti perché riteniamo che abbiano un impatto positivo e sostenibile sulla performance finanziaria".

"In qualità di gestori attivi ed engaged, crediamo inoltre che non ci sia alcun sostituto a una ricerca sui titoli approfondita e bottom-up, oltre che a un engagement continuo con le aziende. Un esempio di dove il nostro solido processo Esg è entrato in gioco è Facebook, che insieme a una serie di altri titoli tecnologici, è stato una parte importante dei portafogli di molti gestori azionari globali. Riteniamo che ci siano molte sfide Esg per il business, in particolare per quanto riguarda la privacy e l'utilizzo dei dati, che pensiamo rappresentino un rischio materiale considerevole per l'azienda, e quindi non fa parte del nostro portafoglio".

Con riferimento, infine, ai mercati privati, Dutriel ha parlato dell'evoluzione che il il mercato del private equity verso la sostenibilità e la misurazione degli impatti che gli investimenti hanno sul pianeta”. Renaud Dutreil (il terzo in foto), ex ministro francese per le Pmi e ex presidente di LVMH North America, si è soffermato sui principi Esg applicati, in particolare, al lusso e al lifestyle. “Nel nostro approccio in particolare nei fondi dedicati al lifestyle, la sostenibilità è un pilastro fondamentale e non avrebbe senso senza la misurabilità dell'impatto legato alla produzione locale, alla valutazione dell'artigianato e all’emergenza di ecosistemi locali".

"Un chiaro esempio del nostro approccio potrebbe essere l'industria dei diamanti coltivati in laboratorio. Purtroppo, l'estrazione dei diamanti pone questioni importanti soprattutto sotto i profili della tutela dei diritti umani, della tracciabilità, e dell’impatto ambientale. Lo sviluppo dell'industria dei diamanti sintetici offre soluzioni sostenibili a queste tematiche consentendo non solo una significativa riduzione dell'impronta di carbonio ma anche ponendo fine alle condizioni di lavoro precarie e alle problematiche legate alla tracciabilità”, ha concluso il responsabile del private equity della società.   

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