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Rinallo (Ethica Group), “Il pharma beneficerà di mega trend anche dopo la pandemia"

L’advisor, che ha concluso diverse operazioni di acqusizione durante il lockdown, spiega che le valutazioni delle aziende sono aumentate nel corso dell'anno e che cresce l'interesse per il settore in Italia

Rinallo (Ethica Group), “Il pharma beneficerà di mega trend anche dopo la pandemia"

Fausto Rinallo, partner di Ethica Group

C’è un settore che non è stato mortificato dal lockdown, e che anzi ha visto finalizzare alcuni deal importanti che includevano valutazioni delle aziende in linea, se non superiori, a quelle del periodo pre-Covid, proprio nel periodo più nero per la produzione. Si tratta del settore pharma, che in Italia vale 30 miliardi di euro (il valore più alto d’Europa) e che rappresenta una delle voci più importanti dell’export nazionale. Questo non è l’unico primato nazionale nel comparto della salute: l'Italia è anche leader in Europa e terzo produttore al mondo (dopo la Cina e gli Stati Uniti) di prodotti probiotici e integratori, ovvero di tutta quella galassia di prodotti per la salute che rientra nella definizione di nutraceutica, un'area che cresce a tassi del 10% all’anno. “Abbiamo concluso parecchie operazioni anche in lockdown sia di aziende farmaceutiche sia di realtà del settore nutraceutica e tutt’ora c'è molto fermento", conferma Fausto Rinallo, partner di Ethica Group, advisor finanziario nel settore healthcare. Che aggiunge: "Le valutazioni delle aziende non si sono ridimensionate con la pandemia come è avvenuto, per esempio, nel settore della moda. Anzi: l'interesse per le realtà italiane è altissimo, e attualmente stiamo seguendo sei operazioni”. 

Ma quali sono le previsioni di lungo periodo per il settore healthcare in Italia? “E' certamente uno dei settori che beneficerà nel lungo termine di alcuni mega trend che vanno ben oltre la pandemia e la sua soluzione – risponde Rinallo – Purtroppo, bisogna dire che ci sono aree che nel breve periodo soffriranno: mi riferisco a tutte le attività legate alle patologie ospedaliere e anche agli interventi nel caso si dovesse fare un nuovo lockdown, perché molti ricoveri ordinari potrebbero venire bloccati o rimandati”. “Anche l’informazione medico scientifica pagherà pegno nel breve periodo – aggiunge Rinallo - Ma nel medio e lungo termine sicuramente il trend è positivo un po’ per tutte le aree”.

Se infine vogliamo stilare una classifica delle aree meglio impostate, è senz'altro la nutraceutica la prima della lista. E per un motivo preciso. Come spiega Rinallo, a causa della pandemia la maggior parte dei Paesi ha contratto debiti enormi e nei prossimi anni dovranno probabilmente tagliare la spesa sanitaria per sostenere il debito pubblico. “Questa circostanza favorirà il mondo della nutraceutica, ovvero di quei prodotti non farmaci che hanno un impatto sul benessere della persona. Già durante il lockdown gli anti-immunodepressivi e i multivitaminici hanno registrato un boom di vendite. E per la vitamina D e C si è trattato di una vera e propria esplosione”, conclude Rinallo.

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