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scenari | Aberdeen Standard I

Le opportunità offerte dalle distribuzioni di dividendi

"Gli investitori possono ridurre attivamente la loro esposizione diretta all'impatto del virus e ai titoli in cui prevedono rischi di coda indesiderati".  Il commento di Ben Sheehan

Nel 2020 le quotate distribuiranno dividendi per 359 miliardi di euro

"Date le pesanti ripercussioni economiche della pandemia globale di coronavirus, può non sembrare il momento più opportuno per evidenziare il contributo che il reddito da dividendi può apportare ai portafogli". Il commento di Ben Sheehan, senior investment specialist, azionario Asia Pacifico di Aberdeen Standard I

Dopotutto, nel secondo trimestre di quest'anno le aziende di tutto il mondo hanno ridotto i dividendi al minimo degli ultimi dieci anni e le aspettative in merito alle distribuzioni complessive nei prossimi 12 mesi sono diminuite di circa il 15% nell'ultimo periodo. 

Gli investitori dovrebbero, però concentrarsi sui fatti: nel secondo trimestre le aziende hanno corrisposto agli azionisti dividendi pari a 382 miliardi di dollari Usa nonostante lo shutdown economico globale, il che evidenzia come la maggioranza dei titoli abbia continuato a corrispondere dividendi anche durante la crisi.

I mercati più colpiti dai tagli sono stati quelli in cui la cultura dei dividendi è più radicata, ossia Europa e Regno Unito. In media, le società europee destinano ai dividendi una percentuale maggiore dei loro flussi di cassa disponibili rispetto a qualsiasi altra parte del mondo, pertanto i tagli sono stati più consistenti.

L'analisi dei dati rivela, tuttavia, che le banche da sole rappresentano oltre il 40% dei tagli ai dividendi in tutta Europa nel secondo trimestre. Questo perché la Banca Centrale Europea ha ordinato loro di congelare le distribuzioni per preservare il capitale e sostenere le imprese e le famiglie durante la pandemia.

Tuttavia, è importante che gli investitori operino una distinzione tra le società che tagliano i dividendi a causa di difficoltà sul fronte del flusso di cassa e quelle costrette a farlo dalle autorità di regolamentazione e dai governi, poiché molte di queste ultime erano in grado di corrispondere dividendi, e sicuramente riprenderanno a farlo quando sarà loro consentito.

Al contempo, l'impatto della pandemia non è stato uguale per tutte le aziende. Le imprese che operano in settori come i viaggi, il tempo libero e l'edilizia sono state tra le più colpite. Altre stanno invece beneficiando dei cambiamenti nei modelli di lavoro e di consumo in settori come il cloud computing e i servizi online.

Gli investitori possono ridurre attivamente la loro esposizione diretta all'impatto del virus e ai titoli in cui prevedono rischi di coda indesiderati. Inevitabilmente alcune società saranno in grado di sostenere meglio di altre gli utili e la distribuzione dei dividendi. Nell'investire in società che corrispondono dividendi, gli investitori possono ridurre attivamente la loro esposizione diretta all'impatto del virus e ai titoli in cui prevedono rischi di coda indesiderati. Al contempo, possono optare per società con bilanci più solidi e un posizionamento che garantisca la distribuzione di dividendi.

In molti casi, tale distribuzione può indicare la qualità del management e della governance di un'azienda. Una ricerca effettuata dalla società di servizi finanziari Jefferies mostra come i titoli di qualità tendano a non operare drastici tagli nei dividendi, evidenziando una forte correlazione tra l'indipendenza del consiglio di amministrazione e la distribuzione di dividendi.1

Sempre secondo tale ricerca, negli Stati Uniti, dove l'indipendenza del consiglio di amministrazione è profondamente radicata, le società con meno del 60% di amministratori indipendenti presentano in media un dividendo del 17%, contro il 33% delle società con più del 90% di membri indipendenti.

I dati indicano inoltre gli Stati Uniti come il mercato con i dividendi più sostenibili. Solo il 30% delle società statunitensi ha ridotto i dividendi durante la crisi finanziaria del 2008, fa notare la ricerca di Jefferies. E la stessa cosa sta succedendo oggi durante la pandemia di Covid-19, infatti finora i dividendi statunitensi risultano i più resilienti. Jefferies attribuisce questo dato al fatto che le società statunitensi effettuino più riacquisti di azioni proprie, altro modo per restituire capitale agli azionisti, rispetto a qualsiasi altro mercato. Durante i periodi di stress, le aziende statunitensi hanno sempre sospeso i riacquisti piuttosto che la distribuzione dei dividendi.

Opportunità per gli investitori

Oltre alla sostenibilità, gli investitori devono tener presenti le opportunità offerte dall'universo globale dei titoli che distribuiscono dividendi. A causa della forte compressione dei rendimenti obbligazionari, dal 2011 le azioni offrono un rendimento medio più elevato rispetto alle obbligazioni tendenza che a nostro parere non subirà una flessione dato l'enorme pool di obbligazioni a rendimento basso o negativo, pari a 15.000 miliardi di dollari a livello globale.

Inoltre, l'invecchiamento della popolazione globale comporta una forte domanda di reddito data la volontà di risparmiare per la pensione. Questo crescente bacino di capitale in cerca di reddito costituisce per le società un forte incentivo a continuare a corrispondere dividendi.

Quindi, nonostante le numerose notizie in merito ai tagli nelle distribuzioni dei dividendi, gli investitori devono tenere in considerazione l'ampia

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