Quantcast

Mercati

La scure di S&P non si abbatte sull’Italia

L’agenzia conferma il rating BBB/A-2 sul credito sovrano e rivede l’outlook da negativo a stabile. Ma il Pil tornerà ai livelli pre Covid solo nel 2023

La scure di S&P non si abbatte sull’Italia

Le attese erano di tutt’altro tenore, perché il rischio che il debito italiano venisse downgradato a un gradino appena al di sopra del rating junk era alto e supportato dalle previsioni del Fondo Monetario Internazionale sul rapporto debito-Pil dell’Italia stimato in rialzo fino al 161,8% nel 2020, dopo il record del 2019 a quota 134,8 per cento. Se ci fosse stata la bocciatura temuta, Standard&Poor’s sarebbe stata la terza agenzia di rating a valutare il debito pubblico italiano a un giudizio appena superiore al livello junk. E invece venerdì 23 ottobre, un po’ a sorpresa, S&P Global Ratings ha emesso il suo verdetto sull’Italia di conferma del rating BBB/A-2 per il credito sovrano rivedendo l’outlook a “stable” (stabile) dal precedente "negative”. Secondo l’analisi di S&P, il debito italiano dovrebbe raggiungere un record, anche se meno impressionante di quello formulato dall’Fmi, del 149,8% del Pil alla fine del 2020, prima di stabilizzarsi a circa il 147,1% nel 2021. “L'outlook stabile – è scritto nel report - bilancia le conseguenze della pandemia sulle finanze pubbliche a livello nazionale rispetto alla risposta straordinaria della Bce, che ha intensificato il quantitative easing per ridurre i rendimenti, alleggerire le condizioni finanziarie e sostenere i prezzi e la domanda di attività, nonché dell’istituzione del nuovo Recovery Fund destinato a erogare fino al 12,5% del Pil in prestiti e sovvenzioni all'Italia nei prossimi quattro anni”.

Nel report si evidenzia che la pandemia da COVID-19 ha colpito duramente l'economia italiana costringendo il governo a introdurre misure di bilancio straordinarie per il 2020 per un valore pari al 6,1% del Pil e a elaborare un bilancio pro-crescita 2021, con un obiettivo di disavanzo primario del 7% del Pil, compresi ulteriori stimoli. In ogni caso, secondo le proiezioni di S&P, il Pil non tornerà ai livelli del 2019 almeno fino al 2023. “A nostro avviso, nonostante le incertezze macroeconomiche, questi passi offrono alle autorità italiane l'opportunità di riavviare la crescita economica e di invertire il deterioramento della sua performance di bilancio. Per questo motivo stiamo rivedendo le nostre prospettive da stabili a negative e confermando i nostri rating 'BBB/A-2' sull'Italia”, è la conclusione degli analisti di S&P.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo