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Misure anti-crisi

Anasf, Federagenti e Fiarc: il decreto ristoro riguardi anche agenti e consulenti

Per le principali associazioni degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari italiani, si deve evitare che le imprese - già duramente colpite dalla crisi economico-finanziaria che negli ultimi 10 anni ha costretto a chiudere l’attività a circa 50.000 tra agenti di commercio e intermediari finanziari - non vengano affossate definitivamente dalla pandemia

Trionfa la lista con l'AnasfIl presidente Conte: "Noi determinanti per la vittoria"

Luigi Conte, presidente di Anasf

Anasf, Fiarc e Federagenti, le principali associazioni degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari italiani, chiedono al Governo che "i nuovi contributi a fondo perduto in favore di partite IVA e PMI, previsti nel cd 'Decreto Ristoro' siano indirizzati anche alle categorie rappresentate". Come noto l’esecutivo intende aiutare con nuova liquidità imprese in grave crisi, partendo da quei settori che recentemente sono stati oggetto di provvedimenti di chiusura (palestre, piscine, ecc.) o di forti limitazioni (ristoranti, pub, impianti sciistici, agenti del turismo, ecc.), individuandoli sulla base dei codici Ateco.

"Chiediamo di essere coinvolti e ascoltati a livello istituzionale - dicono le tre sigle, rappresentative di decine e decine di migliaia di iscritti e professionisti - per avere le giuste risposte per agenti di commercio, consulenti finanziari e intermediari finanziari che, ricordiamo, intermediano circa il 70% del PIL italiano e che secondo recenti stime hanno visto ridursi i propri guadagni di circa il 40% solo nell’ultimo anno. Crediamo che tali figure, individuate in base ai codici Ateco, rientrino a pieno titolo tra i soggetti beneficiari del nuovo provvedimento e che maggior tutela sia offerta a quelle imprese che hanno come clientela imprenditori che operano nei settori oggetto di chiusura totale o parziale". Anasf, Federagenti e Fiarc ritengono inoltre che "il meccanismo ideato in precedenza - che non considerava il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi le provvigioni non sono immediate, ma vengono riconosciute a distanza di mesi - vada profondamente rivisto per evitare di tagliare fuori dai sostegni moltissimi imprenditori in grande difficoltà, come purtroppo già avvenuto nei mesi scorsi".

Le tre sigle, recentemente presentatesi insieme nelle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea dei Delegati in Enasarco, risultando (con oltre il 44% dei voti) la lista di gran lunga più votata, chiedono di essere convocate: "Ci dichiariamo ancora una volta disponibili a dare immediatamente il nostro contributo, per evitare che tali imprese - già duramente colpite dalla crisi economico-finanziaria che negli ultimi 10 anni ha costretto a chiudere l’attività a circa 50.000 tra agenti di commercio e intermediari finanziari - non vengano affossate definitivamente dall’emergenza epidemiologica in atto".

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