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Diana (AcomeA), “Il messaggio implicito ai Paesi è: spendete di più, e meglio”

Christine Lagarde annuncia la manovra di Natale, e aspetta le prossime proiezioni macroeconomiche (che saranno successive ai lockdown di Francia e Germania) per adattare la politica monetaria

Coronavirus, Lagarde: "Calati i rischi di crisi finanziaria"

Il presidente della Bce Christine Lagarde.

Il Consiglio Direttivo della Bce ha concordato all’unanimità di rinviare a dicembre ogni decisione sugli strumenti monetari di sostegno all'economia, che restano sostanzialmente invariati, aspettando di adattarli alle nuove proiezioni macroeconomiche, che includeranno i lockdown di Francia e Germania nel mese di novembre. Come previsto, inoltre, la Bce ha lasciato il tasso sui depositi invariato a -0.50 per cento. “Nel comunicato stampa, ci sono tre punti degni di nota – spiega Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR - Il primo è che la Bce vede i rischi chiaramente spostati al ribasso. Il secondo è che preannuncia un ulteriore stimolo monetario già a dicembre, quando avrà a disposizione le nuove previsioni. Il terzo è che l’istituto menziona l’euro già nel comunicato, cosa molto rara”. In ogni caso il Consiglio è stato unanimemente d’accordo sull’opportunità di “ricalibrare” i suoi strumenti a dicembre. Nel concreto, secondo Diana, questo vuole dire valutare non solo ogni singolo strumento, ma anche come i vari strumenti (APP, PEPP, TLTRO, tassi d’interesse) interagiscono tra di loro. “Probabilmente questa guidance è più forte e ampia di quello che si aspettava il mercato – aggiunge Diana - La Lagarde chiarisce infatti che la Bce ha agito con forza per la prima ondata del Covid, che farà lo stesso nel futuro e non prende neanche in considerazione l’idea che la Bce stia finendo le munizioni. Al contrario, tra qui e dicembre, è possibile un uso più intenso degli strumenti esistenti, come per esempio un aumento di acquisti tramite il PEPP se necessario”.

Ma che succederà a dicembre? Già prima della recente esplosione dei casi di Covid-19, la Bce doveva far fronte a basse pressioni molto inflattive nel breve periodo e a previsioni di inflazione core (circa l’1% in media nel periodo 2021-2022) che chiaramente non sono compatibili con il target (2%). È evidente che la previsione di crescita del Pil del 3,1% nel quarto trimestre sarà rivista al ribasso e con ogni probabilità le nuove previsioni mostreranno un “double-dip”. “Prima del meeting di oggi, gli analisti si aspettavano un aumento del PEPP (300-400 miliardi), e un’estensione di altri sei mesi, fino almeno a fine 2021. Dopo questa conferenza stampa, le aspettative probabilmente includeranno anche possibili cambi alla TLTRO, e – solo come extrema ratio – anche un taglio dei tassi d’interesse”, spiega Diana. E che cosa possiamo aspettarci dopo dicembre? “Il ruolo della politica monetaria sarà, a mio avviso, dettato dalla politica fiscale almeno per tutto il 2021 – dice lo strategist - Oggi la Lagarde ha enfatizzato diverse volte la cooperazione tra politica monetaria e politica fiscale, un fenomeno nuovo e direi probabilmente una delle poche notizie buone di questo 2020”. È oramai chiaro infatti che anche se dovesse arrivare un vaccino entro fine anno, la ripresa sarebbe lenta e probabilmente incompleta, nel senso che ci saranno settori che non torneranno ai livelli di attività precedenti, oppure che impiegheranno anni per farlo. “La politica fiscale rimarrà espansiva per tutto il tempo necessario a far fronte a una trasformazione epocale di questo tipo, e un ritorno all’austerità appare francamente impensabile per adesso”, dice Diana. Che conclude: “Dato che su questo c’è finalmente un ampio consenso in Europa, il ruolo della Bce è favorire il continuo uso della leva fiscale, accompagnandolo con tassi bassi, evitando la “frammentazione” del mercato e garantendo una efficiente trasmissione monetaria. Il che vuol dire che gli spread dei Paesi a debito più alto – tra cui l’Italia – saranno tenuti sotto controllo dalla Bce per ancora molto tempo. E il messaggio implicito ai Paesi per adesso è: spendete di più, e meglio”, conclude Diana.

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