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Elezioni Usa

Markowicz (Schroders), “I mercati sembrano prezzare la vittoria di Donald Trump”

Con l’S&P 500 in rialzo del 4% circa da agosto, l'azionario americano sembra indicare un riconferma dell’attuale presidenza, in totale contrasto con i principali sondaggi elettorali

Markowicz (Schroders), “I mercati sembrano prezzare la vittoria di Donald Trump”

A una manciata di giorni dall’Election day, la comunità finanziaria abbandona i sondaggi che, come è noto, hanno clamorosamente sbagliato quattro anni fa dando Hillary Clinton in forte vantaggio su Donald Trump, per cercare segnali più concreti nei mercati finanziari. Tuttavia, come spiega Sean Markowicz, Strategist, Research and Analytics di Schroders, anche in questo ambito i segnali sono contrastanti. “Inoltre la storia ci insegna che, sul lungo termine, nessun partito politico è meglio o peggio per i mercati e gli investitori dovrebbero quindi evitare di reagire di impulso subito dopo i risultati”, dice Markowicz. In ogni caso, lo strategist sottolinea che il mercato azionario ha un lungo track record di previsioni corrette del risultato elettorale. La previsione principale è che ogni volta che l’azionario USA è stato in rialzo nei tre mesi precedenti alle elezioni, il partito in carica ha vinto, e viceversa. “Dal 1932 questa metodologia ha previsto correttamente il vincitore nell’86% dei casi, cioè 19 volte nelle ultime 22 tornate elettorali – spiega Markowicz - Quindi, con l’S&P 500 in rialzo del 4% circa da agosto, i mercati sembrano prezzare la vittoria di Trump”.

Come spiega Markowicz, fino a metà settembre l’azionario Usa si è mosso sostanzialmente in linea con le quote di rielezione di Trump, misurate dai mercati delle scommesse elettorali. Il problema adesso è che questi due indicatori hanno iniziato a muoversi in direzioni opposte. Infatti, al 27 ottobre, le possibilità che Trump venisse rieletto erano solo al 35%. Quindi che cosa sta succedendo? Come si possono riconciliare queste due misure? “Una possibile spiegazione è che il vantaggio di Biden nei sondaggi abbia ridotto le possibilità di un risultato contestato, che viene percepito come più negativo per l’azionario (almeno nel breve termine), rispetto ai timori di una maggiore tassazione e regolamentazione con una sua Presidenza”, dice Markowicz. Che aggiunge: "Un’altra possibilità è che i mercati delle scommesse abbiano espresso troppa fiducia in una vittoria schiacciante contro Trump: nel 2016 prevedevano l’80% di possibilità che Clinton vincesse”. Ma alla fine quale dei due indicatori prevarrà? "Sfortunatamente non abbiamo la sfera magica e, con segnali così contrastanti, le elezioni potrebbero essere molto combattute”, è la conclusione di Markowicz.

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