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Enrico Salvetta «Contribuire alla diffusione della cultura finanziaria è parte integrante della nostra missione»

Enrico Salvetta - Il credito locale sa capire e aiutare i clienti spaventati

I mesi difficili che abbiamo alle spalle hanno confermato la capacità di risparmio delle famiglie italiane ma anche la loro tendenza a non investire in modo attivo questi risparmi lasciandoli ingestiti sui conti correnti o addirittura a casa in contanti. Dottor Salvetta, dal suo osservatorio privilegiato di vicedirettore generale vicario di Cassa Centrale Banca, questa tendenza è confermata anche nella grande comunità dei clienti e soci delle BCC?

La pandemia, che la scorsa primavera aveva portato al lockdown, ha avuto un effetto dirompente sulla capacità di tenuta emotiva dei risparmiatori e degli investitori. Il crollo dei mercati finanziari, unitamente ai comprensibili timori riguardanti la diffusione del virus, hanno fortemente influenzato un approccio prudente degli investitori rispetto agli strumenti del risparmio gestito, anche perché, in effetti, l’attenzione era rivolta altrove.

Abbiamo registrato nei primi mesi maggiori disinvestimenti, con la conseguente crescita delle giacenze sui conti correnti. Una sostanziale differenza di approccio, tuttavia, si è registrata in presenza di Pac (i Piani di accumulo capitale, ndr) sui fondi o di Pip (Piano di investimento programmato, ndr) sulle gestioni patrimoniali. Abbiamo infatti registrato, nei clienti che si erano affidati a queste tipologie di gestione del risparmio, un comportamento anticiclico, di fiducia nei confronti della propria banca. Su questo aspetto ha certamente influito l’ottimo lavoro svolto dai nostri consulenti, che hanno svolto con impegno la loro attività per scoraggiare l’adozione di comportamenti irrazionali, dettati dalla paura del momento e dalla situazione di crisi.

Cosa può e deve fare il sistema bancario in generale per incrementare la fiducia degli italiani nel concetto di investimento e dunque indurli a trasformare in investimenti una crescente porzione dei loro risparmi?

La progressiva riduzione dei tassi di rendimento, che sono addirittura negativi su alcuni nodi delle curve di alcuni Paesi, ha senz’altro stimolato alcuni investitori ad aprire i propri orizzonti in termini di quali strumenti finanziari preferire per i propri investimenti. Il nostro obiettivo, favorito anche dalla relazione diretta con i clienti che è uno dei caratteri distintivi del nostro modo di fare banca, ci permette di accompagnare le persone nella scelta degli strumenti più adatti alle proprie esigenze. Contribuire alla diffusione della cultura finanziaria è parte integrante della nostra attività, un aspetto cruciale, a nostro avviso, fin dall’età scolare. L’apertura del mondo della scuola alle materie finanziarie, infatti, può dare agli studenti di oggi i mezzi e gli strumenti per potersi confrontare adeguatamente con questi temi un domani, indipendentemente dalle professioni che svolgeranno. La conoscenza consente di sfatare alcuni  luoghi comuni e di affrontare con consapevolezza, razionalità e in maniera efficace e remunerativa la gestione dei propri risparmi: diversificare gli investimenti significa ridurre il rischio finanziario, pianificare un orizzonte temporale significa alleggerire la tensione che la quotidianità dei mercati può avere sugli investimenti. Tutti aspetti ai quali teniamo molto, e che cerchiamo di trasmettere ai risparmiatori.

Qual è la peculiarità del Gruppo Cassa Centrale che può favorire la fiducia dei cittadini nell’investimento attivo del risparmio?

Nel Dna del credito cooperativo c’è da sempre la relazione diretta con il cliente “in presenza”, una relazione che grazie ai grandi investimenti che abbiamo fatto in termini di informatica durante i mesi di lock-down non abbiamo perso, ma abbiamo cercato di mutare per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla situazione di pandemia e per stare al passo con i tempi. Siamo riusciti e riusciremo anche in futuro a favorire e tutelare il grande patrimonio di fiducia costruito dai consulenti delle banche con la clientela: un elemento che può essere utile per dare quella spinta gentile – parafrasando il premio Nobel Richard Thaler – sufficiente per accompagnare i risparmiatori verso strumenti più efficienti e adeguati ai propri obiettivi. Riteniamo che anche il tema della protezione rivesta grande importanza nella relazione di consulenza, soprattutto in Italia, che paga un forte gap anche in questo ambito. È sorprendente, se ci pensiamo, vedere la fatica con cui si accumulano risparmi per guardare al futuro e poi non ci si assicura nei confronti di determinati rischi che possono cancellare una vita di sacrifici: pensiamo alla casa, alla responsabilità civile, all’ambito sanitario. Liberandosi da questi pensieri, si liberano risorse da destinare all’investimento. 

In concreto su quali prodotti e servizi punta il Gruppo Cassa Centrale in questo senso?

Sono due gli ambiti strategici su cui stiamo lavorando da tempo: innanzitutto le gestioni patrimoniali perché riteniamo possano essere lo strumento più adeguato per accompagnare il cliente nel mondo dei mercati finanziari. Mettiamo a disposizione diverse famiglie di gp, adatte sia per i piccoli risparmiatori che per la clientela più facoltosa. Sulle gp private abbiamo infatti avviato un percorso di evoluzione e aumentato servizi e strumenti finanziari disponibili. Da un paio d’anni abbiamo lanciato anche le gp a commissione variabile, il cui costo per il cliente diminuisce se le performance non sono soddisfacenti. L’altro ambito è quello degli investimenti sostenibili e responsabili: grazie alla nostra casa di fondi (Neam Sa con sede in Lussemburgo) abbiamo lanciato negli ultimi anni diversi fondi etici, conformi ai criteri di selezione Esg e anche prodromici al raggiungimento degli obiettivi Sdgs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È un settore coerente con il nostro modo di fare banca, che riteniamo essere etico: sosteniamo le imprese, le famiglie e il mondo sociale che vive nel territorio in cui operiamo.

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