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INVESTIRE TODAY | SPECIALE RISPARMIO INTELLIGENTE

«Per noi consulenti il cliente migliore è quello informato»

Intervista a Luigi Conte, presidente dell’associazione dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede

«PER NOI CONSULENTI IL CLIENTE MIGLIORE È QUELLO INFORMATO»

Il nemico è l’asimmetria informativa, non solo per chi investe ma anche per i consulenti finanziari, la cui necessità in tempi di mercato estremamente volatili è di poter dialogare con clienti consapevoli in materia di investimenti per adottare pianificazioni finanziarie efficaci e condivise. Non è un caso che l’Anasf, l’associazione di categoria dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, sia impegnata da svariati anni sul terreno dell’educazione finanziaria delle giovani e adulte generazioni di investitori. Ne parliamo con Luigi Conte, presidente di Anasf.

Presidente Conte, quali progressi vede nel livello di conoscenza finanziaria dei risparmiatori italiani. Quanta strada c’è ancora da fare?

Quello dell’alfabetizzazione finanziaria è un cammino lungo che porterà benefici sul medio-lungo periodo, ma così come insegniamo ai ragazzi che è importante non procrastinare le scelte finanziarie, perché la risorsa del tempo è un elemento determinante oltre che esclusivo del mondo dei giovani, così, con lo stesso approccio, dobbiamo muoverci oggi per poter raccogliere in futuro i frutti del lavoro intrapreso. I risparmiatori di domani saranno i ragazzi in aula oggi, auspicabilmente abituati a programmare le loro spese e a pianificare la destinazione delle risorse per il raggiungimento dei loro obiettivi. Il particolare periodo storico che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria sta stimolando riflessioni ulteriori da parte degli italiani rispetto alla gestione del denaro e il nostro ruolo ha assunto una valenza ancora più ampia. Ogni giorno la nostra categoria è parte attiva di quell’opera di education così importante per il futuro delle famiglie.

Anasf quanto ha contribuito fino a oggi per elevare il livello di educazione e consapevolezza finanziaria degli italiani? Quali sono state le iniziative di maggior rilievo?

Dal 2009 la nostra associazione entra nelle scuole italiane per un percorso di educazione educazione finanziaria che sta registrando ottimi risultati. Ne è dimostrazione l’innalzamento del livello di conoscenza e di sensibilità da parte degli studenti su numerosi aspetti che affrontiamo durante i moduli formativi. Abbiamo anche lanciato un percorso di educazione finanziaria per i cittadini. Posso dire, senza peccare di presunzione, che Anasf è stata davvero lungimirante e protagonista in quest’opera di sensibilizzazione dei cittadini e il contributo che diamo da oltre un decennio alla società, grazie al grande impegno dei nostri soci formatori, è rilevante. Abbiamo sempre creduto che dialogare con investitori più consapevoli avrebbe attivato un circolo virtuoso con ricadute positive anche sul nostro lavoro.

Quali nuove iniziative avete in preparazione sull’educazione finanziaria?

Proseguiremo il nostro impegno, stimolando ancora di più la domanda di formazione. Il mese di ottobre ci vede attivi nell’ambito della Wiw e del Mese dell’educazione finanziaria, iniziative a cui Anasf aderisce fin dalle prime edizioni,contribuendo in maniera consistente ad alimentareil calendario in programma. Cercheremo di essere ancora più capillari, cercando di raggiungere tutte le provincie d’Italia, superando anche i limiti che l’emergenza sanitaria impone a tutti. Siamo confidenti di poterlo fare, considerato che anche durante i mesi più difficili per il nostro Paese siamo riusciti a portare avanti [email protected] nelle aule virtuali degli istituti italiani. Proseguiremo il nostro impegno, stimolando ancora di più la domanda di formazione. Il mese di ottobre ci vede attivi nell’ambito della Wiw e del Mese dell’educazione finanziaria, iniziative a cui Anasf aderisce fin dalle prime edizioni, contribuendo in maniera consistente ad alimentare il calendario in programma. Cercheremo di essere ancora più capillari, cercando di raggiungere tutte le provincie d’Italia, superando anche i limiti che l’emergenza sanitaria impone a tutti. Siamo confidenti di poterlo fare, considerato che anche durante i mesi più difficili per il nostro Paese siamo riusciti a portare avanti [email protected] nelle aule virtuali degli istituti italiani.

Come valuta il lavoro svolto fino a oggi dal Comitato per l’educazione finanziaria, dove i consulenti finanziari sono rappresentati dall’Ocf?

L’istituzione del Comitato ha rappresentato un segnale eloquente e importante di attenzione, da parte del mondo politico, ai temi della gestione del risparmio degli italiani. Il ruolo di promotore, collettore e coordinatore dei progetti che sono espressione di singole realtà è complesso e sfidante, ma ritengo che i primi passi mossi dal Comitato siano stati vincenti. Anasf, tramite Ocf, offre il proprio contributo e mette a disposizione la sua lunga esperienza in questo ambito per raggiungere obiettivi sì ambiziosi, ma alla portata della nostra categoria, che ha dimostrato anche in passato la capacità di creare valore per la comunità.

Il tema dell’educazione finanziaria da tema soft sta diventando hard per il mondo dei professionisti degli investimenti come i consulenti finanziari. Con un cliente più consapevole si dialoga e alla fine si lavora meglio, non trova?

In qualsiasi ambito l’asimmetria informativa rappresenta un grande ostacolo al buon esito dei progetti. Un’evidenza va comunque sottolineata: i risparmiatori che si rivolgono a noi risultano possedere un livello di educazione finanziaria più elevato rispetto alla media e questo risultato proviene dal loro rapporto con il consulente finanziario, che giorno dopo giorno offre un’occasione di educazione al risparmio e agli investimenti a cui i clienti di altri operatori non sono sottoposti. L’abitudine a parlare di pianificazione e di obiettivi, non solo finanziari e personali, ma anche di vita e familiari, consente agli investitori di affrontare il tema della gestione del denaro in modo attivo, con maggiore dimestichezza, e di considerare le risorse finanziarie uno strumento utile a soddisfare esigenze di medio e lungo periodo. Non a caso i dati sconcertanti sulla liquidità abbandonata, più che accantonata, sui conti correnti riguarda meno i nostri clienti.

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