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INVESTIRE TODAY - SPECIALE RISPARMIO INTELLIGENTE

Più educati in finanza conviene

Intervista con Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per l’educazione finanziaria

Più educati in finanza conviene

Investire Today fa il punto sulle conoscenze (scarse purtroppo) degli italiani in materia finanziaria con l’aiuto di Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle iniziative di educazione finaziaria.

Professoressa Lusardi, parlare di educazione finanziaria in tempi di Covid-19 può essere di grande aiuto… 

Le lezioni di vela e di navigazione mostrano proprio tutta la loro utilità quando il mare è in tempesta. La crisi non ha fatto altro che dimostrare quanto sia importante l’educazione finanziaria nel difficile contesto attuale, in cui dobbiamo informarci ancora di più e occuparci con più attenzione dei nostri soldi. Inoltre, è durante i periodi di crisi che diventano più frequenti le truffe ed è utile ispirarsi a quei principi basilari di educazione finanziaria che sono essenziali per prendere le decisioni.

Educazione finanziaria non  significa dover diventare tutti bravi nel fai-da- te, può significare anche attuare un rapporto più consapevole col proprio consulente finanziario...

Nessuno pensa che con l’educazione finanziaria I cittadini si possano trasformare in esperti, però è fondamentale che tutti posseggano quelle conoscenze di base che aiutano tra l’altro anche a consultare i consulenti finanziari. Non è un caso che siano proprio le persone con maggiore conoscenza finanziaria a consultare i consulenti. Quindi è molto importante sapere quali sono le domande da fare agli esperti, così da imparare a navigare nel mare dell’informazione finanziaria.

Il suo personale orizzonte è quello del mondo Usa dove i fondi pensione e i risparmiatori non hanno paura di investire nell’equity. Noi abbiamo tantissima liquidità giacente sui conti correnti, oltre 1500 miliardi di euro. Quest’anomalia è anche un problema di educazione finanziaria?

Credo di sì, dobbiamo utilizzare questo momento della crisi per pensare ad azioni di educazione finanziaria importanti. Per anni si è sempre parlato di come veicolare il risparmio che risiede nei conti correnti verso attività produttive. Tuttavia, non possiamo chiedere a persone, che non conoscono la differenza tra azioni e obbligazioni, né la relazione tra rischio e rendimento, di fare queste scelte per i propri investimenti. Prima diamo loro una conoscenza di base della materia finanziaria.

Nel Paese c’è un problema molto serio di scopertura delle prestazioni pensionistiche - tecnicamente gap previdenziale - cosa può fare il Comitato su questo tema?

La nostra missione è triplice: noi dobbiamo occuparci non solo di educazione finanziaria ma anche di educazione previdenziale e assicurativa, rivolgendoci innanzitutto ai giovani perché il fattore tempo gioca a loro favore. Abbiamo organizzato per la prima volta durante il Mese dell’Educazione Finanziaria la Settimana dell’educazione previdenziale dal 26 al 31 ottobre e lanciato un concorso per studenti universitari per creare un’App per fare educazione previdenziale ai loro coetanei. Sul nostro portale Quellocheconta.gov.it ci sono le tante altre iniziative e anche tutte le informazioni utile per prendere decisioni in campo previdenziale.

Educazione previdenziale, assicurativa o finanziaria dove c’è più bisogno di intervenire?

L’urgenza riguarda tutte le tipologie di risparmiatori. Ma per farci un’idea più precisa a partire da marzo, in piena pandemia, abbiamo commissionato alla Doxa una raccolta di dati sulla situazione finanziaria degli italiani, sul loro livello di conoscenze finanziarie così da individuare i gruppi più fragili. Un lavoro che si aggiunge ad altri indagine campionarie, entrambe fatte dall’Ocse sulla conoscenza finanziaria, una sui quindicenni e una sugli adulti. I gruppi su cui bisognerà lavorare di più? Proprio i giovani, dobbiamo cominciare a pensare ai nuovi risparmiatori, a chi investirà nel futuro. E in questo senso il pensiero va anche alle donne, che da sempre sono una colonna portante dell’economia: è un altro gruppo su cui si focalizzeranno le nostre attenzioni e le nostre iniziative.

Il Comitato che dirige ha compiuto tre anni, possiamo fare un bilancio?

Ci sono quattro risultati tangibili della nostra attività. Il primo, abbiamo costruito un portale http://www. quellocheconta.gov.it/it dove abbiamo dedicato un ampio spazio agli strumenti finanziari, assicurativi e previdenziali. Abbiamo previsto questa sezione perché le persone mediamente non conoscono gli strumenti che possono utilizzare per investire. Ovviamente non ci siamo limitati a elencarli ma abbiamo messo a disposizione anche delleguide conoscitive. Abbiamo poi inserito cinque consigli molto semplici che rappresentano le regole d’oro per investire in modo avveduto: prenditi cura dei tuoi soldi; informati  bene; confronta più prodotti; non firmare se non hai compreso; più guadagni più rischi. A marzo con l’emergenza Covid-19 abbiamo creato una nuova pagina con le 10 nozioni da sapere quando i mercati sono così turbolenti. Il secondo riguarda le collaborazioni che abbiamo avviato con associazioni ed enti che hanno una distribuzione capillare nel Paese, incluso collaborazioni con le università. Il terzo risultato è di aver organizzato le Olimpiadi di Economia e Finanza in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e dell’Università, una iniziativa per formare in modo coinvolgente le nuove generazioni. Quarto risultato è proprio il ‘Mese dell’educazione finanziaria’ che ha l’obiettivo di sensibilizzare in modo permanente l’opinione pubblica sulla necessità di aumentare le conoscenze finanziarie nel nostro Paese.

Cosa fare perchè gli italiani possano arrivare a una buona conoscenza in materia finanziaria, assicurativa e previdenziale? 

Crediamo fortemente in tre iniziative che dovrebbero essere attuate su larga scala. Primo, si deve partire dalle scuole, perché come afferma l’Ocse oggi la conoscenza finanziaria è importante quanto il saper leggere e scrivere. Se queste competenze non si hanno non si partecipa pienamente alla società. E con la scuola, si possono raggiungere anche le famiglie. Per questa ragione puntiamo a far inserire l’educazione finanziaria nella nuova materia di educazione civica che da quest’anno diventa obbligatoria a scuola a partire dalle elementari. Questa prima iniziativa guarda alle giovani generazioni, al futuro, ma dobbiamo anche pensare ai cittadini adulti e al presente: crediamo - ed è la seconda iniziativa a cui stiamo pensando - che siano cruciali attività di educazione finanziaria sul posto di lavoro. Terza iniziativa, intendiamo incrementare la collaborazione con i Comuni. Un esempio di questa collaborazione l’abbiamo avuta in Abruzzo: un piccolo Comune, Paglieta in provincia di Chieti, durante il mese dell’educazione finanziaria, ha organizzato delle lezioni di educazione finanziaria nelle sale comunali utilizzando il nostro portale. Crediamo che i Comuni oggi abbiano un ruolo crescente nel combattere la povertà e il disagio sociale; ecco se si potesse creare un ufficio “Benessere dei cittadini” (che è l’obiettivo primario della educazione finanziaria) in tutti i Comuni sarebbe un successo importante, siamo a disposizione dei sindaci per lavorare assieme.

Di cosa ha necessità il Comitato per svolgere al meglio il suo ruolo? 

Sono una economista e credo che per far bene occorrano risorse adeguate, quindi la prima necessità è di poter contare su un buon budget così da poter essere ambiziosi e consentire agli italiani di ridurre il ritardo con gli altri Paesi in materia di educazione finanziaria. Quindi chiediamo più investimenti su questa materia. La seconda necessità è una maggiore sensibilità sull’educazione finanziaria da parte di tutti. Mi appello a quanti possono inserirla nei loro programmi, imprenditori e sindaci in primis, ma anche ai media perchè continuino a fornire informazioni utili per I risparmiatori. Per dirla con le parole del nostro portale, la conoscenza finanziaria conta: ci serve per capire il mondo intorno a noi, per decidere bene, per vivere meglio.

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