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Energia

Via libera di Patuanelli agli investimenti sull’idrogeno

Secondo gli esperti la tecnologia potrebbe soddisfare un quarto del fabbisogno energetico entro il 2050, ed è un fattore chiave per individuare i campioni della transizione e fare scelte di portafoglio di lungo periodo

Via libera di Patuanelli agli investimenti sull’idrogeno

"Credo che nella transizione energetica bisogna investire su una molecola, l'idrogeno, che potrà risolvere molti problemi inerenti l'elettrificazione dei sistemi produttivi", ha detto ieri all’audizione al Senato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Che poi ha aggiunto: "Sono convinto che sia da sostenere l'idrogeno verde e non altro". L’Italia ha quindi dato il via libera all’idrogeno in linea con l’Unione europea, che ne ha fatto uno dei pilastri fondamentali del suo famoso Green Deal. Anche grazie a questo programma europeo l'idrogeno verde sta attirando sempre di più l’attenzione del mercato. Se messo in atto, secondo il team di ricerca di NN IP, potrebbe soddisfare un quarto del fabbisogno energetico entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra di un terzo, a beneficio del programma di lotta al cambiamento climatico abbracciato dall’Europa. Come spiega Vincent Compiegne, Head of ESG Investment and Research di Candriam, il crescente sostegno dei governi, tramite investimenti pubblici e incentivi alle imprese, offre molte opportunità agli investitori di lungo termine. “Proprio gli investimenti rivolti al potenziale dell'idrogeno come fonte energetica del futuro hanno dato un forte impulso alla performance di una serie di titoli legati a questa materia prima, tanto che alcune quotazioni azionarie si sono triplicate negli ultimi dodici mesi”, spiega Compiegne.

Ma scegliere i vincitori oggi in questo ambito è una sfida. Le aziende che beneficiano di questa opportunità di crescita vanno dalle nascenti aziende di idrogeno ai produttori di gas industriali maturi e ai gruppi di energie rinnovabili, compresa la catena di valore dell'eolico offshore in via di sviluppo. Per i trasmettitori e i distributori di gas naturale, l'idrogeno offre un modo per reinventarsi. Le major petrolifere infine potrebbero fare il salto di qualità per diventare leader nel settore delle energie rinnovabili e dell'idrogeno. Da molti anni sono quotate in Borsa diverse aziende produttrici di idrogeno, tra cui sia i produttori di elettrolizzatori che i produttori di celle a combustibile. I nomi includono Nel ASA, Hydrogenics, ITM Power (posseduta al 20% da Linde), Powercell Sweden, Plug Power e Ballard Power Systems. Non ultimo, il produttore di veicoli a idrogeno Nikola, quotato al Nasdaq da quest'anno. “Ognuna delle società menzionate ha guadagni e flussi di cassa negativi, e probabilmente avrà bisogno di ulteriori finanziamenti per aumentare le sue attività per diventare redditizia”, spiega Oskar Tijs, senior investment analyst di NN IP. "L'idrogeno non rappresenterà l'unico modo per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio, ma in settori specifici come la produzione di acciaio e cemento offre anche un'intensità energetica inferiore rispetto alle fonti tradizionali", aggiunge Compiegne. Che conclude: "I progressi tecnologici e il calo dei costi delle rinnovabili hanno reso l'idrogeno un'opportunità molto interessante a lungo termine per gli investitori".

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