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Iervolino Entertainment, da Tsaf
un target-price doppio dell’attuale

La società di analisi francese Tradition ha pubblicato una ricerca sull’azienda fondata in Italia dal produttore italo-canadese Andrea Iervolino e quotata all’Aim nell’agosto 2019, tra le poche società di quel listino ad avere non solo mantenuto ma migliorato tutte le promesse fatte agli investitori. E la valutazione conduce a un valore di 6,7 euro contro i 3,14 di venerdì scorso.

Andrea Iervolino, co-fondatore e ceo di Iervolino Entertainment insieme all'attore John Travolta

Andrea Iervolino, co-fondatore e ceo di Iervolino Entertainment, insieme all'attore John Travolta (credits: cinematografo.it)

Un target-price di 6.7 euro, contro un prezzo di Borsa attuale di 3,14. Per di più, un target-price individuato da una società di analisi finanziaria indipendente e straniera – la francese Tradition Securities and Future, in sigla Tsaf – e da due esperti qualificatissimi nel settore dell’ entertainment: Babi Kulasingham e Dan Azencot. Questo fortissimo potenziale di crescita è riferito alla Iervolino Entertainment, la società di produzioni cinematografiche fondata da Andrea Iervolino e quotata in Borsa all’Aim con un’Ipo che nell’agosto 2019 fruttò una raccolta finanziaria di 10,4 milioni di euro e un prezzo di collocamento di 1,95 per azione.
“La IE è specializzata nella produzione di cartoni animati, ma anche di film e serie – annota la Tsaf – e riteniamo che questa società italiana finora piuttosto sconosciuta sui mercati meriti comunque una certa attenzione. IE è un caso raro nell'industria dei contenuti, è in rapida crescita, sostenuta da un quadro normativo favorevole, e dovrebbe anche beneficiare dei crescenti investimenti delle piattaforme Svod (subscription video on demand, ndr). IE è posizionata in modo rilevante con un modello di business che offre visibilità e sicurezza grazie al prefinanziamento delle sue produzioni. Le Faang non si sbagliano: Netflix e Apple sono già entusiasti delle loro produzioni”.
Secondo l’analisi di Tsaf, i produttori indipendenti europei stanno vivendo una vera e propria età dell'oro. La battaglia in corso tra le emittenti tradizionali e i "new entry" di Ott (over the top), come Netflix e Amazon, ha portato a un aumento della domanda di contenuti. Quest’aumento dovrebbe continuare strutturalmente nei prossimi anni. Netflix vede l'Europa come il suo nuovo "Eldorado", mentre il mercato americano comincia a saturare. Inoltre, i produttori indipendenti beneficeranno direttamente della direttiva Avms, che in generale costringerà le emittenti a investire di più a livello europeo.
“Ci piace la crescita e il profilo difensivo di IE – dice ancora la ricerca di Taf - Grazie alla loro esperienza e alla loro rete, i fondatori, Andrea Iervolino e Lady Monika Bacardi, hanno potuto attrarre talenti e fondi. L'azienda sta crescendo molto velocemente (da 34,6 milioni di euro di ricavi totali nel 2018 a 113,7 milioni di euro previsti nel 2020), il tutto con un modello di business sicuro (ogni investimento in contenuti è completamente supportato) che si avvale di minimi garantiti (GM) e di sussidi che superano i costi sostenuti per la produzione di contenuti”.
Il nostro modello di valutazione adottato dagli analisti si basa su uno scenario conservativo nel periodo 2020-2029: “Si ipotizza quindi un Capex cumulativo di 924 milioni di euro e i relativi 1,2 miliardi di euro di ricavi, il che implica un coefficiente moltiplicatore (GM + sussidi + ricavi da catalogo) / Production Capex) di 1,27x. Attraverso la sua controllata in Serbia, la società produce anche per conto terzi. A lungo termine, si stima che il 35% dei ricavi sarà generato dalla produzione per conto terzi (dove il margine Ebit è pari a circa il 26%)”.
Tenendo conto del modello di business dell'azienda, del suo posizionamento e del suo solido bilancio ed anche della sua pipeline, “riteniamo - proseguono gli analisti - che una rivalutazione dovrebbe logicamente scaturire da una migliore conoscenza del caso da parte degli investitori. Anche se il giusto paragone ci sembra essere Xilam, abbiamo comunque incluso Wildbrain (ex DHX Media) nel panel”. La valutazione nasce da un mix di criteri: per il 50% nasce dall’applicazione del metodo del discounted cash-flow e per il 50% dal calcolo dei multipli. “Mentre il settore dei media sta subendo profondi cambiamenti a causa dell’irruzione dei Faangs, i contenuti rimangono fondamentali per acquisire e fidelizzare i clienti. Riteniamo che l'industria dei produttori indipendenti di contenuti continuerà a generare una crescita secolare. Anche se l'ondata di crescita della spesa per la programmazione risale a qualche anno fa, riteniamo che potrebbe non solo rimanere dinamica nei prossimi anni, ma potrebbe anche accelerare a medio termine in Europa”.
Infine, alcune osservazioni di natura squisitamente industriale: “Grazie ai suoi prodotti di punta, come Arctic Justice e Puffins, IE ha già una buona visibilità sulle consegne nel 2020E-22E e sta già iniziando le discussioni per il 2022-24. Ci aspettiamo una crescita delle vendite del +10% all’anno fino al 23. L'aumento della produzione dovrebbe inizialmente limitare il margine operativo entro il 20-22%. La produzione per conto terzi e soprattutto il "back-end revenue" (pagato dall'emittente per anni 3-4) dovrebbe aumentare il margine. Il nostro scenario conservativo punta ad un margine Ebit del 23,5% sulla base di un fatturato generato dal 55% della produzione (17-18%e margine Ebit), 35% della produzione per conto terzi (26%e margine Ebit), e infine, 10% per back-end e catalogo (90%e margine Ebit) e oneri fissi del 4% dei ricavi totali. Erroneamente, si stanno applicando a IE i multipli di società confrontabili italiane che però producono principalmente film per il cinema (in difficoltà strutturali esacerbate dalla pandemia di Covid-19). Il modello di business di IE e il fatto che le sue produzioni siano principalmente incentrate sull'animazione e destinate alle piattaforme Svod dovrebbe invece, nel lungo periodo, portare gli investitori a paragonare IE a società come Xilam (XIL FP) o EOne (ETO LN non più quotata in borsa - acquisita da HASBRO nel 2019). Siamo convinti che si debba procedere a un réclame in quanto gli investitori dovrebbero operare una distinzione tra IE e le altre società di produzione italiane”.
 
 
 

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