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INVESTIRE TODAY - SPECIALE RISPARMIO INTELLIGENTE

Ora il "buono postale" fa il bene del paese

Il gradimento per i buoni fruttiferi e i libretti postali ha ripreso a crescere dopo la nuova convenzione tra Cassa Depositi e Prestiti e Poste, promossa nel 2017 da Fabrizio Palermo

Ora il "buono postale" fa il bene del paese

Buoni e libretti postali, anche in versione “smart”, piacciono sempre più agli italiani: negli ultimi anni si è infatti registrato un deciso aumento dello stock di risparmio allocato in questi prodotti e della raccolta netta effettuata per loro tramite, un trend che non si è arrestato nemmeno con l’esplosione della pandemia. Distribuiti da Poste Italiane attraverso gli oltre 12mila sportelli presenti sul territorio, i libretti di risparmio e i buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa depositi e prestiti e garantiti dallo Stato italiano, e continuano a riscuotere successo presso i risparmiatori. Lo stock di risparmio allocato in buoni e libretti postali è infatti passato dai 252 miliardi di euro del 2015 ai 272 miliardi del primo semestre 2020, in forte crescita rispetto ai 265 miliardi di fine 2019 grazie alla performance della raccolta netta di Cassa depositi e prestiti, dovuta anche al lancio di nuovi prodotti e all’attivazione di nuovi servizi digitali, che hanno contribuito a un significativo aumento delle vendite sul canale online (+85% rispetto al primo semestre 2019).

Attualmente, infatti, i prodotti di risparmio postale possono essere acquistati via internet, senza che il risparmiatore debba recarsi fisicamente in un ufficio postale: un’innovazione che ha dato un notevole contributo al raggiungimento di questi risultati.

A sperimentare una chiara inversione di tendenza negli ultimi anni è stata proprio la raccolta netta, che è passata da un andamento negativo (-4,2 miliardi di euro nel 2015, -5 nel 2016 e -2 miliardi nel 2017) a una crescita di 1,8 miliardi nel 2018 e di 3,4 miliardi nel 2019; questo anche grazie alla modifica della convenzione triennale sulla vendita dei prodotti firmata con Poste Italiane nel 2017, avvenuta con una trattativa guidata direttamente dall’allora direttore finanziario e attuale amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo.

Alla base dei prodotti oggetto della convenzione c’è l’intenzione di dare un “doppio valore” al risparmio degli italiani, che possono effettuare un investimento garantito dallo Stato e al contempo contribuire alla crescita del proprio territorio: le risorse raccolte da Cdp attraverso questo canale vengono infatti utilizzate per finanziare infrastrutture e servizi pubblici, oltre che per fornire un supporto al sistema imprenditoriale italiano.

In dettaglio, i libretti postali Cdp sono garantiti dallo Stato e non hanno costi di apertura, gestione e chiusura, a parte gli oneri fiscali, mentre i buoni fruttiferi postali Cdp non hanno costi di sottoscrizione o rimborso, salvo gli oneri fiscali, e presentano il vantaggio di una tassazione agevolata al 12,50%; inoltre il sottoscrittore può richiedere in ogni momento il rimborso del capitale investito.

I buoni sono disponibili sia in cartaceo che in forma dematerializzata e si possono sottoscrivere negli uffici postali oppure tramite web e app BancoPosta: tra le varie tipologie ci sono, oltre ai buoni ordinari, prodotti specifici come quelli dedicati ai minorenni o alla gestione delle eredità.

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