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S&P Global Ratings, L’idrogeno verde non sconvolgerà le utility nel medio periodo

I Paesi europei si sono impegnati a investire 32 miliardi nei prossimi dieci anni. Ma ci sono grandi ostacoli all'utilizzo della nuova tecnologia, come la mancanza di competitività dei costi, l'insufficiente supporto normativo e la mancanza di infrastrutture per l’energia rinnovabile

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In ballo ci sono 32 miliardi che i Paesi dell’Europa occidentale si sono impegnati a investire nello sviluppo dell’idrogeno verde (clean hydrogen) nel prossimo decennio. L’elemento più abbondante dell'Universo è infatti l’ultimo target dell’Europa - che punta a un aumento della capacità elettrolizzante di 40 gigawatt già entro il 2030 - ed soprattutto è uno dei pilastri fondamentali del famoso Green Deal, emblema dell’Unione europea nel mondo. Ma è anche una grande scommessa. Nei confronti della quale S&P Global Ratings appare molto cauta. “Non crediamo che la tecnologia a idrogeno pulito trasformerà in modo significativo il mercato europeo dell'energia o interromperà i modelli di business delle utility almeno fino al 2025. La trasformazione avverrà successivamente, ma solo se i numerosi progetti pilota attualmente in corso avranno successo”, è il commento contenuto nel report di Pierre Georges, analista del credito S&P Global Ratings. Secondo lo strategist, quindi, la nuova tecnologia a idrogeno pulito difficilmente sconvolgerà le utility europee nel medio periodo, nonostante costituisca un elemento sempre più importante nei piani europei di transizione energetica e di ripresa economica: "Vediamo ancora grandi ostacoli a un utilizzo su vasta scala dell’idrogeno pulito, come la mancanza di competitività dei costi, la tecnologia ancora immatura, l'insufficiente supporto normativo, l'incertezza sullo sviluppo futuro della domanda e la mancanza di infrastrutture per l’energia rinnovabile necessarie per produrre idrogeno pulito", spiega Georges.

In questo contesto lo strategist ritiene che le utility europee beneficeranno già a breve dei settori che utilizzano il clean hydrogen, grazie a un incremento significativo della domanda di energia elettrica per produrre idrogeno, e che verrebbe assegnato anche un nuovo ruolo alle infrastrutture esistenti nel settore del gas nel caso venissero adattate per stoccare e trasportare l'idrogeno. In ultima analisi, S&P stima investimenti aggregati delle quindici principali utility europee inferiori a un miliardo di euro all'anno nei prossimi tre anni. “Si tratta comunque di un importo marginale degli investimenti annuali complessivi di queste utility, pari a 65 miliardi all'anno secondo le nostre stime”, afferma Georges. In ogni caso, secondo lo strategist, gli investimenti nella tecnologia a idrogeno pulito possono avere un ritorno, tenendo però ben presente che il successo dell'idrogeno dipenderà anche da normative più severe sul carbonio, come prezzi più elevati o standard ambientali più severi. “Questi sviluppi, che al momento non possiamo prevedere, potrebbero creare spazio per l'idrogeno", conclude Georges.

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