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scenari | comgest

Nuova governance, le società sono pronte per la vera svolta Esg

"La rinnovata considerazione delle interazioni dell'azienda con i suoi stakeholder e l’ambiente è alla base del nostro approccio alla governance, sviluppato negli ultimi cinque-dieci anni". Il commento di Sébastien Thévoux-Chabuel

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"Siamo di fronte a una nuova concezione della governance da parte delle aziende e a un vero e proprio cambio di paradigma. Fino a poco tempo fa l’attenzione era esclusivamente sulla prosperità e sopravvivenza della società, mentre ora i consigli di amministrazione lavorano con un doppio focus, preoccupandosi maggiormente degli interessi dei propri stakeholder, e gli azionisti ne beneficiano direttamente". Il commento di Sébastien Thévoux-Chabuel, analista Esg e gestore di Comgest

Questa concezione si ritrova nella storia del capitalismo, in cui le società a responsabilità limitata hanno preso il posto delle società i cui proprietari erano responsabili dei loro beni. Le società a responsabilità limitata, nate in Gran Bretagna, soddisfacevano un'esigenza collettiva che è però gradualmente venuta meno, e da allora l'interesse sociale ha perso il suo vigore.

Oggi, tuttavia, le società vengono valutate sulla base del loro impatto su tutti gli stakeholder. Questa considerazione delle interazioni dell'azienda con i suoi stakeholder e l’ambiente è alla base del nostro approccio alla governance sviluppato negli ultimi cinque-dieci anni.

Ci sembra che oggi questa visione sia maggiormente condivisa anche da altri attori finanziari. Stiamo assistendo all'emergere di una forma di capitalismo socialmente responsabile, dove l'azienda deve tenere in considerazione sia gli aspetti legati alla sua sopravvivenza sia quelli che hanno a che fare con la sua ragion d’essere, per cui crescere ed innovarsi ma in modo responsabile.

Capire fino a che punto possano essere presi in considerazione gli interessi degli stakeholder non è un aspetto banale. Se la ragion d’essere porta chiarezza sul campo d’azione del business, potenzialmente lo può anche limitare. Non è facile oggi far evolvere l'azienda verso questa nuova modalità di azione dopo essersi concentrati sulla massimizzazione degli interessi degli azionisti.

Un'altra difficoltà è che le aspettative degli stakeholder sono diverse e difficili da conciliare, ed è illusorio pensare di poterle soddisfarle tutte. Improvvisamente, i dibattiti e le scelte sono molto più complicati per i consigli di amministrazione che devono scendere a compromessi rimanendo responsabili, ma responsabili verso chi e in che misura? Come stilare una lista, e quale l'elenco delle priorità?

Spesso, la considerazione degli interessi degli stakeholder, lo stakeholderism, soprattutto negli Stati Uniti, può sembrare una cortina di fumo innalzata dai dirigenti per mettere a tacere gli azionisti attivisti attenti all’Esg. Se l'azionista è corretto nei suoi progetti di risoluzioni ambientali e sociali, perché rendere il suo compito più difficile di prima? L'intensa attività di lobbying condotta presso la Sec da alcuni emittenti, parallelamente a belle dichiarazioni come quella della Business Round Table, sono abbastanza rivelatori.

In Europa, l'argomento è diventato più serio quattro o cinque anni fa. In Gran Bretagna, il codice del commercio ha conferito all'azienda maggiori responsabilità nei confronti dei suoi partner. In Francia, è stato istituito il dovere di vigilanza per tenere conto di alcuni stakeholder, identificando i rischi sociali nei settori. Soprattutto, la legge Pacte (Piano d’Azione per la Crescita e la Trasformazione delle Imprese) segna una tappa importante per la creazione di società con una missione.

Questa nozione va oltre alla ragion d’essere, che può essere più o meno chiara e lasciare spazio all'interpretazione del consiglio di amministrazione. La missione, invece, deve essere esplicita, scomposta in obiettivi e compiti, e così diventa più facile chiedere conto all'azienda delle ragioni per le quali non è stata in grado di raggiungere determinati obiettivi.

Non dobbiamo negare il rischio di paralisi di un'azienda di fronte a un modello con più stakeholder. Questo modello di governance emergente è particolarmente appropriato per risolvere problemi complessi come la ricerca di una soluzione globale per l'olio di palma e la deforestazione. D'altra parte, può essere più difficile da implementare nella gestione quotidiana di un'azienda.

Per superare queste difficoltà e poter continuare ad evolversi, l'azienda deve ascoltare gli stakeholder ma anche dotarsi di una bussola per decidere e andare avanti - da qui nasce la ragion d'essere. Questo concetto consente di risolvere la questione del conflitto tra interessi divergenti e di agire. L'azienda sarà quindi in grado di concentrarsi su una certa responsabilità piuttosto che un'altra.

Questo sistema funziona solo se la ragion d'essere è chiara, centrata sugli interessi del cliente, la risposta a un bisogno della società civile. Siamo quindi azionisti a lungo termine di Novo Nordisk, che dagli anni '90 si è impegnata a eradicare il diabete. Anche se a lungo termine, la sua ragion d'essere la porterà a interrompere la sua attività una volta completata la sua missione! A volte le aziende, in Francia in particolare, svolgono attività troppo diverse perché la loro ragion d'essere riesca ad essere chiara.

La crisi sanitaria ha portato un gran numero di aziende ad accelerare le iniziative per migliorare la propria governance tenendo conto degli stakeholder. Aiutano i loro fornitori, tengono discorsi di solidarietà... tuttavia c’è il timore anche che questo slancio si stia esaurendo, soprattutto negli Stati Uniti, per quanto riguarda i dipendenti. Tuttavia, a nostro avviso, il trattamento dei dipendenti da parte delle aziende è rivelatore di come vengono trattate le comunità in generale. Al contrario, notiamo segnali più incoraggianti riguardo all'impegno per il clima.

Per progredire in questa direzione, stiamo facendo leva sull’accresciuta facilità di contatto con i membri del board. Mentre gli azionisti hanno instaurato da tempo un dialogo con il management, abbiamo dovuto lottare per alcuni anni per avere accesso ai membri del board e la nostra facoltà di espressione sulle remunerazioni è stato un fattore di progresso in questa direzione. Possiamo mettere in discussione i membri del board e scoprire come si assicurano che il management sia responsabile delle proprie azioni nei confronti dei vari stakeholder e dell'ambiente.

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