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Finanza

Ricerca Crif, Confidi scommette sul Fintech

Dallo studio emerge che solo il 7,7% dei consorzi non ha ancora attivato progetti di tecnologia finanziaria, mentre ben l’84,6% intende farlo in futuro. Coinvolti anche ambiti innovativi, come il crowdfunding, il social lending, i sistemi di pagamento e i minibond

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Il 77% dei principali Confidi (consorzi di imprese che rilasciano garanzie al sistema creditizio per le pmi) hanno avviato almeno due progetti in ambito Fintech, mentre solo il 7,7% non si è ancora attivato. Quanto al futuro, solo il 15,4% dei Confidi non prevede di avviare nuovi progetti Fintech, mentre l’84,6% ha in programma di attivarne almeno uno. E’ quanto è emerso dall'indagine svolta da Crif in collaborazione con il professore Lorenzo Gai dell'Università degli Studi di Firenze, su un campione rappresentativo di Confidi maggiori, che complessivamente detiene uno stock di 4,8 miliardi di euro di garanzie alle Pmi. "I risultati di questa ricerca confermano che anche per i Confidi, così come per tutti gli operatori finanziari, il percorso verso un nuovo approccio al cliente è ormai tracciato, e che innovazione e nuove tecnologie sono destinate a giocare un ruolo sempre più cruciale", è il commento di Vito Antonio Furio, Director di Crif. Che aggiunge: "In uno scenario in cui gli investimenti nello sviluppo e implementazione di soluzioni Fintech hanno superato i 100 miliardi di dollari, è normale che anche i Confidi siano focalizzati su nuove soluzioni in grado di migliorare concretamente i processi verso i propri clienti finali così come verso le aziende di credito''. Per questo motivo Crif ha sviluppato nei mesi scorsi la piattaforma Crif Digital Next, che consente ai Confidi di sviluppare il business integrando strumenti di intelligenza artificiale per la valutazione delle imprese offrendo anche servizi quali l'accesso alla finanza agevolata e all'internazionalizzazione delle imprese.

Analizzando il rapporto tra costi e ricavi attesi, la ricerca ha messo in evidenza un saldo positivo: mentre oltre il 90% dei Confidi riporta costi progettuali e implementativi inferiori a 100mila euro, circa il 70% ha aspettative di ricavo superiori a questa cifra. Lo studio ha infine messo in evidenza che i principali ambiti su cui si concentrano i progetti Fintech dei Confidi maggiori riguardano il business prevalente o direttamente ricollegabile a esso, tra cui la  gestione delle garanzie, la consulenza, il credito diretto e la valutazione del rischio. È interessante però notare che quasi il 20% delle attività riguarda ambiti nuovi e ad alto contenuto innovativo, come crowdfunding, social lending, sistemi di pagamento e minibond.

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