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Mercati

Goldman Sachs, materie prime pronte per un rimbalzo a "V" nel 2021

Nel suo Commodity Outlook 2021 la banca americana indica l’inizio di un mercato rialzista strutturale guidato dal ritorno della old economy, dal fattore REV e dal processo di reflazione

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

Negli ultimi dieci anni il Goldman Sachs Commodity Index ha ceduto il 60%, con un picco negativo la scorsa primavera, cancellando tre decenni di guadagni. Secondo il team di Goldman Sachs è ora più che giustificato, "aspettarsi un movimento a V dei prezzi delle commodity nel 2021, anche sulla spinta del vaccino in arrivo e della conseguente ripartenza delle economie”. “Questo recupero – è scritto nel report - potrebbe essere solo l’inizio di una fase strutturale rialzista destinata a durare a lungo, sostenuta da tre temi chiave, mentre il prevedibile rialzo che accompagnerà il vaccino avrà solo carattere tattico". Questa visione di Goldman Sachs sarebbe sostenuta da tre fattori chiave: il ritorno della old economy, il fattore REV e la reflazione.

Per quanto riguarda il primo fattore, Goldman Sachs prevede il rilancio della old economy dopo un decennio di performance modeste dovute a mancanza di investimenti, soprattutto in campo energetico, con i temi ESG che hanno accentuato la recessione da Covid. Il secondo fattore chiave che sosterrà le commodity è quello che viene definito ‘REV’, ovvero la combinazione di politiche Redistributive, di Environment e di Versatilità delle catene produttive globali. "Questo mix - è scritto nel report - aprirà una nuova era di politiche dirette a garantire la stabilità sociale più che la stabilità finanziaria, e si tradurrà in una crescita economica ciclicamente più forte e a maggiore intensità di commodity". L'ultimo è il fattore reflazione, strettamente legato alla REV, che sarà alimentato dalla debolezza del dollaro conseguente alla massiccia spesa pubblica americana in arrivo. Secondo Goldman Sachs, infatti, i rischi di ripresa dell’inflazione sono oggi i più alti dai primi anni Settanta. "Il post-virus farà uscire l’economia globale dalla fase di bassa crescita e ne aprirà un'altra favorevole alle commodity", è la conclusione del report.

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