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Outlook 2021

Wade (Schroders), “Con la seconda ondata pandemica il rischio di doppia recessione in Usa e in Europa è concreto”

Secondo lo strategist, le prospettive per il 2021 sono state alterate dai nuovi contagi da Covid-19, e la mancata realizzazione della blue wave rallenterà lo stimolo fiscale in Usa. Con effetti per tutte le economie

Wade (Schroders), “Con la seconda ondata pandemica il rischio di doppia recessione in Usa e in Europa è concreto”

Keith Wade, Capo Economista di Schroders

La seconda ondata di diffusione del Covid-19, che ha colpito soprattutto l’Europa e gli Stati Uniti, non ha permesso alle ferite economiche della scorsa primavera di chiudersi, e ha alterato le previsioni per il 2021 sulle caratteristiche geometriche della ripresa, che solo la scorsa estate sembrava certa e, per molti strategist, anche vigorosa. Secondo Keith Wade, Capo Economista di Schroders intervenuto oggi alla Schroders Digital International Media Conference 2020, anche l’assenza negli Stati Uniti di una blue wave democratica, come veniva indicato per cento dai sondaggi d'opinione, non si è rivelata una buona notizia per la ripresa economica, in quanto, “non vedremo l'entità dello stimolo fiscale che era atteso dai mercati prima delle elezioni”. "Con questi fattori in campo, ci troviamo ad affrontare un inverno buio, poiché il Covid-19 rimane al centro della scena internazionale con il rischio di una doppia recessione negli Stati Uniti e in Europa”, spiega Wade. Non solo. Secondo lo strategist ci sono altri elementi di disturbo nelle previsioni 2021: il primo è il vaccino. “Il vaccino non arriverà in tempo per alterare questa situazione – è il parere dello strategist - Ma se, al contrario, dovesse arrivare la conferma di un vaccino approvato e sicuro, sarà questo l’elemento che sosterrà una crescita più ampia per le economie globali nella seconda metà del 2021 con il rilancio del settore dei servizi”.

Allungando lo sguardo oltre il 2021, Wade ritiene ci sarà spazio per una crescita più robusta, in quanto l'economia mondiale dovrà recuperare il terreno perso a causa dei vari lockdown produttivi creati dalla pandemia. “Tuttavia i tassi di interesse rimarranno vicini o inferiori allo zero nelle principali economie, e il nuovo quadro politico negli Stati Uniti rende estremamente improbabile un cambiamento nei prossimi tre anni, poiché la Federal Reserve dovrà gestire un'economia "calda" per generare un periodo di inflazione superiore al 2 per cento”, spiega lo strategist. Che conclude: “I bassi tassi di interesse aiuteranno i governi a sostenere gli alti livelli di debito creati durante la pandemia, ma potrebbero portare volatilità ai mercati e saranno sicuramente una sfida importante per gli investitori”.

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