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Report Italia

S&P Global Ratings, "I ricavi delle aziende italiane torneranno ai livelli pre pandemici a metà del 2022"

Nello scenario al ribasso bisognerà invece attendere fino al 2023. Le società di grado speculativo mostrano un deterioramento della leva finanziaria più pronunciato rispetto alle investment grade, ma la loro velocità di recupero sarà più rapida

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Le aziende italiane nell'era Covid-Sars muovono i primi passi su un ripido percorso di recupero. Ma i ricavi dovrebbero tornare ai livelli del 2019 solo a metà del 2022, superando così moderatamente il Pil domestico. Nello scenario al ribasso elaborato da S&P Global Ratings, al quale si assegna una probabilità del 40%, i ricavi torneranno ai livelli del 2019 ancora più in là, cioè nel 2023. In generale le società di grado speculativo mostrano un deterioramento della leva finanziaria più pronunciato rispetto alle società investment grade, ma la loro velocità di recupero sarà più rapida.

Nel report di S&P dedicato all'Italia è previsto anche che gli investimenti aziendali dovrebbero contrarsi in media del 12% nel 2020 per poi riprendersi progressivamente nel 2021-2022. Tuttavia, vi sono grandi differenze tra le imprese, e quelle con bilanci solidi non hanno ridotto la spesa in conto capitale (capex) nel 2020. “La fiducia delle imprese gioca un ruolo chiave nel capex e nello scenario al ribasso prevediamo un rimbalzo più lento nel 2021 – spiega Renato Panichi, Responsabile Corporate Ratings per l’Italia - Prevediamo che i nuovi incentivi fiscali del governo italiano sproneranno gli investimenti nella digitalizzazione e nella sostenibilità nel biennio 2021-2022”. Il sostegno finanziario, secondo S&P, sta rispondendo al fabbisogno di liquidità delle piccole imprese: a ottobre i nuovi prestiti con garanzia statale hanno raggiunto 111 miliardi di euro, pari al 9% del debito totale, e le moratorie sul debito sono state di 196 miliardi, pari al 15% del debito totale. "A nostro avviso, il sostegno statale al finanziamento delle imprese è stato determinante per evitare una carenza di liquidità, in particolare per le piccole imprese. Sappiamo che il sostegno finanziario sarà esteso fino alla metà del 2021 e controlleremo se, al termine del sostegno statale, le inademmpimenti aziendali aumenteranno in modo significativo", è scritto nel report. In ogni caso sermbra certo che la ripresa delle aziende italiane sarà irregolare e sarà più focalizzata su quelle realtà con un bilancio solido e una forte enfasi sulla sostenibilità e la digitalizzazione. "Il 42% delle aziende italiane con rating mostrano attualmente un outlook negativo, in linea con la media europea", spiega Panichi. Che conclude: “Il rischio di downgrade riflette la pandemia di COVID-19 e le debolezze idiosincratiche delle aziende”.

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