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Misure anti-crisi

Inarcassa a difesa della libera professione: l’incontro con il senatore de Bertoldi

Massimo impegno e collaborazione sui principali appuntamenti legislativi che vedranno impegnate le Camere nelle prossime settimane. Per de Bertoldi i liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private sono stati marginalizzati dagli interventi economici del governo

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Equo compenso, estensione dei contributi a fondo perduto per liberi professionisti iscritti alle casse private, rivisitazione del regime forfettario, moneta fiscale e proroga del superbonus. Questi, e altri, i temi affrontati nell’incontro con il senatore Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro e Capogruppo di Fratelli D’Italia nella Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, cui hanno partecipato il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, e il presidente della Fondazione Inarcassa, Franco Fietta. Il disegno di legge di Bilancio, da un lato, e i decreti “Ristori”, dall’altro, rappresentano due appuntamenti legislativi fondamentali per rappresentare al Parlamento la necessità di riequilibrare l’incomprensibile ingiusta esclusione dei liberi professionisti dalle forme di indennità.

“I liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private sono stati marginalizzati dagli interventi economici del governo”, ha commentato il senatore de Bertoldi. “È vero che il Superbonus rappresenta una grande occasione di rilancio dell’edilizia ma senza una proroga che dia ampio respiro economico alla misura non si avranno i risultati desiderati. Sul Superbonus avanziamo proposte concrete. Semplificare, ad esempio in termini di adempimenti in capo al professionista, e garantire certezza ed equità dei pagamenti a fronte delle prestazioni erogate. Sul fronte previdenziale non dobbiamo dimenticare il grande sforzo che alcune casse private, Inarcassa tra tutte, hanno sostenuto in termini di assistenza ai propri iscritti in piena emergenza pandemica. Per favorire interventi di questo tipo in contesti di emergenza, occorre agire sulla doppia tassazione cui sono soggette le casse private con la conseguente detassazione delle misure di welfare erogate dalle casse ai propri iscritti”, ha concluso de Bertoldi.

Il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, ha ricordato che l’Ente è stato sempre contrario ad ogni forma di intervento a pioggia, come i bonus governativi di marzo, aprile e maggio scorsi, pur non sottraendosi all’anticipazione richiesta dallo Stato, preferendo invece agire sulla possibilità di consentire liquidità agli associati. “Su questa falsariga - ha sottolineato Santoro - apprendo con soddisfazione del ritiro di un emendamento che proponeva di annullare la contribuzione previdenziale da parte degli iscritti, seppure per gli anni interessati dal Covid-19, ipotizzando che a farsene carico fosse la cassa di appartenenza”.

“Grazie al dialogo avviato in queste ore - ha spiegato il presidente di Inarcassa - il Sen. de Bertoldi ha accolto con lungimiranza e spirito di collaborazione le nostre istanze, ben comprendendo che tali scelte sarebbero andate da un lato in controtendenza con l'adeguatezza delle future prestazioni previdenziali - che saranno interamente contributive - e dall’altro sarebbero state in contrapposizione con la sostenibilità a 50 anni da garantire per legge. E’ stato così prontamente scongiurato - conclude Santoro - un duplice danno sia per l’iscritto sia a carico dell’Ente cui egli appartiene”.

“L’incontro con il senatore de Bertoldi, che ringraziamo della sua disponibilità e attenzione rivolta alla nostra categoria, ci ha permesso di focalizzare l’attenzione su alcuni temi di particolare interesse per la categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti”, ha commentato il presidente della Fondazione Inarcassa, Franco Fietta. “Sull’equo compenso il ddl a prima firma del sen. de Bertoldi va nella giusta direzione e auspichiamo una sua veloce calendarizzazione perché attualmente fermo in commissione Lavoro. I nostri colleghi architetti e ingegneri liberi professionisti - continua Fietta - stanno attraversando una fase molto complicata sotto il profilo professionale e, di conseguenza, economico. Occorre, quindi, intervenire sul piano fiscale, ad esempio, attraverso un intervento sul regime forfettario che oggi sostanzialmente impedisce il ricorso alla aggregazione tra professionisti e che rischia di portare con sé ad un impoverimento in termini di idee e proposte progettuali; dall’altro, chiediamo al Parlamento già nella prossima legge di bilancio e nel decreto ristori di prevedere misure di sostegno anche per i liberi professionisti iscritti alle casse private con evidente iniquità esclusi dal decreto rilancio”, ha concluso il presidente Fietta.

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