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Inoue (Janus Henderson), “Le azioni giapponesi trarranno vantaggio dalla normalizzazione dell'economia”

Il Pil del Sol levante è cresciuto del 5% nel terzo trimestre e del 21,4% a ritmo annualizzato a conferma dell'uscita del Paese dalla fase di recessione. E aspetta di raccogliere i frutti dell'accordo Rcep siglato con la Cina e altri 14 Paesi dell'Asean

Giappone, il grande incompreso dei mercati

Le isole sono tutte un po’ misteriose. Il mistero del Giappone, indecifrabile per l’Europa immersa nella seconda ondata del contagio da Covid-Sars, è la sua crescita economica: +5% nel terzo trimestre, la maggiore da 40 anni e decisamente piu' forte delle attese (+4,4%), dopo tre trimestri consecutivi di contrazione dovuti in gran parte all’aumento dell’Iva effettuato nel 2019. La crescita al ritmo annualizzato è stata del 21,4%, contro il -4,3% su base annuale registrato dall’Unione europea, ed è stata trainata soprattutto dai consumi delle famiglie (+4,7%) e dall'export. Quest’ultima voce peraltro beneficerà in futuro del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), l’accordo commerciale siglato a metà novembre con la Cina e altri 14 Paesi dell'area Asia-Pacifico, tra i quali l’Australia e la Corea del Sud.

Con questo risultato quindi il Giappone è uscito dalla recessione. Ma quali sono ora le prospettive? “Il Pil giapponese è cresciuto fortemente nel terzo trimestre a causa di una base bassa, risultato delle restrizioni sulle attività economiche durante la pandemia - spiega Junichi Inoue, responsabile azionario giapponese di Janus Henderson Investors - Ma la ripresa economica che si sta via via concretizzando con il materializzarsi dei primi vaccini non farà altro che favorire il mercato nipponico”. Secondo lo strategist infatti, sebbene il ritmo della ripresa sia difficile da prevedere, le azioni giapponesi - che sono note come cicliche globali - dovrebbero trarre vantaggio dalla normalizzazione dell'economia. “E ciò sarà particolarmente evidente per i settori dell'esportazione, come le auto e l'elettronica”, aggiunge Inoue. Ma quale ruolo avrà l’accordo RCEP nel processo di ripresa nella fase post-pandemica? “L’accordo è certamente positivo e utile per la ripresa della regione Asia-Pacifico, ma siamo fiduciosi che questa si riprenderà dall'impatto Covid a prescindere”, dice Andrew Gillian, responsabile azionario Asia di Janus Henderson. Che aggiunge: “In ogni caso tariffe più basse e accordi doganali migliori nel tempo possono essere positivi solo a margine. Per il Sud-est asiatico (ASEAN), sembra infatti più positivo il fatto che il deal impegni grandi economie come Giappone, Cina e Corea del Sud in un unico accordo”.

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