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Natixis IM Cup: il vincitore del mese

Valeria Tedaldi: «Ho vinto puntando sui trend di crescita»

«E-commerce, digitalizzazione, settore sanitario, cambiamento climatiCo e mondo Esg: sono tutti ambiti destinati a svilupparsi»

Valeria Tedaldi: «Ho vinto puntando sui trend di crescita»

Complimenti Valeria Tedaldi, hai vinto la prima giornata della “Natixis IM Portfolio Cup” e hai sfatato un luogo comune che la finanza è maschio.

Ci racconti come hai costruito questo portafoglio che ha realizzato un eccellente rendimento?  

Innanzitutto sono molto felice di questa vittoria di tappa, noi donne avremmo sempre più spazio in questo mondo di finanza e investimenti, una volta solo al maschile. Venendo al portafoglio, il Covid è stato un grande acceleratore di alcuni mega trend già presenti: il passaggio agli acquisti online, la digitalizzazione, il settore sanitario, maggior interesse rispetto al cambiamento climatico e alle questioni Esg. Ho cercato di racchiudere tutto questo, puntando su settori per i quali vedo un trend di crescita nel medio periodo.

Quando ti sei innamorata della tua professione? 

Nel periodo delle superiori ho avuto modo di lavorare per una banca locale durante l’estate come stagista. Mi hanno colpito l’ambiente, le responsabilità e l’impegno che vedevo nelle persone vicine a me così ho deciso che terminati gli studi avrei tentato questa strada. Sicuramente non avrei mai immaginato che a distanza di poco più di 10 anni sarei arrivata a ricoprire il ruolo di direttore di filiale e poi consulente finanziario libero professionista. Sono molto orgogliosa del mio percorso finora.

Il 2020 è stato un importante stress test per il vostro settore, come l’hai gestito? 

Ho contattato tutti i miei clienti, passando ore ed ore al telefono o in videochiamata. Eravamo di fronte ad una pandemia senza precedenti quindi nessuno poteva sapere quanto sarebbero scesi i mercati e soprattutto quando ci sarebbe stato il momento del rimbalzo. Quello che però ho cercando di trasmettere loro è stata la mia esperienza: uscire dalle posizioni quando siamo in caduta libera non è la soluzione migliore, i mercati per loro natura oscillano, anche molto come abbiamo visto, ma poi recuperano e li bisogna avere la forza di entrare. La ripresa è stata più rapida di quanto potessimo mai aspettarci e ad oggi quei clienti che volevano vendere si trovano in guadagno!

Rimanendo in tema di coronavirus, è esagerato dire che voi consulenti siete stati i medici per la salute dei risparmi? 

No, in un certo senso è vero. Io penso che il lavoro del consulente diventi importante proprio in queste occasioni, perché quando tutto va bene sono bravi tutti. È nei momenti di difficoltà che invece avere un professionista che ti indica la strada più sicura, che a volte è anche la più difficile, ti aiuta a non fare scelte sbagliate.

Quale consideri la tua migliore dote caratteriale in questo lavoro? 

La tenacia: io difficilmente mi arrendo e quando voglio qualcosa mi impegno al massimo per ottenerla.

Qual è secondo te l’errore più comune negli investitori? 

Pensano di poter fare market timing, in pratica di comprare prima di un rialzo e di vendere prima di un ribasso con l’obiettivo di anticipare i movimenti di mercato.

Come fare per correggerlo? 

Lo strumento per eccellenza che può correggere questa strategia è il piano di accumulo, dove l’investimento viene effettuato tramite versamenti periodici di capitale e quindi gli acquisti frazionati sono distribuiti su tutte le condizioni di mercato.

Da capoclassifica non ti puoi sottrarre alla domanda che molti attendono: come vedi i mercati per la fine 2020? Quali settori preferisci e quali i possibili pericoli? 

C’è molta incertezza, elezioni americane e un nuovo lockdown generalizzato minacciano una nuova correzione. Non mi aspetto un nuovo marzo 2020 ma ritengo che in questo momento non bisogna prendere posizioni troppo esposte e aggressive. Per la componente azionaria del portafoglio prediligo i settori legati al mondo technology ed healthcare.

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