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scenari | Notz Stucki

Il decollo dei Bitcoin

"Nonostante i timori per una nuova speculazione alcuni dei big player delle transazioni digitali si stanno muovendo proprio a favore delle criptovalute, come ad esempio Paypal". L'analisi di Giacomo Calef

Binancecoin, che sorpasso sui Bitcoin

"Nel bel mezzo dell’euforia dei mercati, galvanizzati dall’imminente arrivo dei vaccini (nel frattempo la Gran Bretagna ha già approvato quello di Astrazeneca – BioNTech), anche le criptovalute hanno registrato rialzi significativi ed in particolare il Bitcoin, dopo un lungo periodo di alti e bassi, ha sfiorato il tetto dei 20.000 dollari. Si tratta di livelli significativamente elevati che, tuttavia, erano già stati raggiunti in passato". L'analisi di Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki.

Andamento del Bitcoin (BTC/USD)

Negli ultimi giorni la quotazione è tornata a livelli fine 2017 e se torniamo indietro di circa tre anni, nel dicembre del 2017, l’euforia dei mercati aveva fatto letteralmente esplodere la crescita della quotazione del Bitcoin, balzata fino a 19.345,5 dollari, un livello che nei mesi precedenti era inimmaginabile. Tuttavia, in quel periodo le principali autorità di vigilanza avevano portato all’attenzione una serie di problematiche legate alle criptovalute ed al relativo sistema di transazioni totalmente innovativo (la Blockchain).

Avevano posto un accento, da un lato, sulla volatilità degli asset digitali, particolarmente alta ed imprevedibile, e, dall’altro, sull’assenza di un framework regolamentare ben definito. Infatti, la tecnologia delle criptovalute permette di dare corso a transazioni conservando l’anonimato e ciò potrebbe portare a dei seri rischi, tra cui il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo.

Dunque, la forte speculazione che si era originata attorno al Bitcoin si era subito tradotta in una bolla, che aveva portato già dall’inizio del 2018 ad una stangata considerevole al prezzo, che non è più riuscito a risollevarsi. Ma l’evento straordinario del 2020, ovvero la pandemia da Covid-19, ha spinto le Banche centrali ad adottare provvedimenti di carattere eccezionale, dando luogo a delle politiche monetarie ultra-accomodanti e promettendo di mantenere i tassi di interesse bassi per molto tempo.

Ma in un mondo in cui ci sono ben 17mila miliardi di obbligazioni che rendono meno di zero e con il rischio di un futuro rialzo dell’inflazione, gli investitori sono alla ricerca assidua di alternative al comparto obbligazionario. Pertanto, nell’ultimo periodo grandi flussi di denaro si sono stati spostati proprio verso l’acquisto dei Bitcoin, che nello scorso Novembre ha registrato un nuovo massimo assoluto.

Ma sarà ancora speculazione? Effettivamente la volatilità risulta particolarmente elevata, aspetto disprezzato dalla maggior parte degli investitori, e ad oggi risulta ancora complicato determinarne il valore intrinseco. Tuttavia, alcuni dei big player delle transazioni digitali si stanno muovendo proprio a favore delle criptovalute, come ad esempio Paypal: lo scorso ottobre il colosso ha annunciato che gli utenti, già dall’inizio del prossimo anno, potranno effettuare transazioni con le criptovalute con ben 28 milioni di commercianti.

Ma non solo, anche Visa si sta impegnando in un progetto a favore delle criptovalute, proponendo una carta di credito che prevede un meccanismo di cashback in Bitcoin. Dunque si osservi che, a conferma di come la pandemia abbia accelerato alcuni trend, la tecnologia e la digital disruption non perdono un neanche un attimo per proseguire la propria corsa.

Tesla, il miglior produttore al mondo al mondo di batterie elettriche

Sono trascorsi quasi 12 anni da quando Tesla ha venduto la sua prima auto completamente elettrica e più di 10 da quando si è quotata in Borsa. Inoltre, le performance ottenute quest’anno sono state stellari: a fronte di un incremento della quotazione di circa sette volte, l’azienda guidata da Elon Musk è diventata la più grande del settore automobilistico per capitalizzazione di mercato, che risulta addirittura superiore rispetto a quella di Toyota, Volkswagen, Audi, Nio e Daimler messe insieme.

Performance della quotazione Tesla negli ultimi 5 anni Ci sono numerosi acronimi che si possono trovare sul web su ciò che Tesla rappresenta (oltre ad essere l'ingegnere serbo che ha inventato il motore a corrente alternata), ma quello che forse riflette al meglio la mission della società, che consiste nell'accelerare la transizione verso un mondo sostenibile, è The Electric Solar Lifestyle Alternative.

Il successo dell'azienda è dovuto principalmente all’avanzatissima tecnologia sviluppata per la produzione di batterie che nessuno, ancora oggi, è stato in grado di imitare. Tutto ruota intorno alle prestazioni, alla affidabilità, nonché alla durata delle singole cariche ed è qui che Tesla aveva, e continua ad avere, un grosso vantaggio.

Al momento è ancora in testa alla concorrenza in termini di chilometraggio percorribile con una singola carica (la cosiddetta autonomia) e molto probabilmente manterrà quel vantaggio producendo batterie sempre più prestanti anche per gli anni a venire.

Ma, in particolare, Tesla è riuscita a vincere la concorrenza delle case automobilistiche tradizionali puntando esclusivamente su automobili futuristiche che, per l’appunto, sono alimentate con le batterie elettriche realizzate in-house. Tuttavia, si rende necessaria una considerazione: se torniamo indietro nel tempo possiamo osservare che in realtà i bilanci di Tesla sono stati particolarmente fragili: nel 2017 aveva registrato perdite per 2,2 miliardi di dollari, nel 2018 per 1,1 miliardi e nel 2019 per 775 milioni. Inoltre, nel 2013 si discuteva addirittura di una possibile cessione a Google. 

Ma, contro le aspettative e malgrado la pandemia, Tesla finalmente si appresta a concludere il 2020 in positivo, con profitti che attualmente ammontano a più di 250 milioni di dollari. Si potrebbe dunque concludere che Tesla, in un momento storico in cui i Governi spingono per la transizione energetica verso un mondo più sostenibile e l’industria automobilistica accelera la conversione a favore dell’elettrico, potrebbe davvero diventare profittevole ed ottenere un vantaggio competitivo sostenibile nel corso del tempo.

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