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Per i super ricchi asiatici l’era post Covid sarà meno “global”

Da un sondaggio di Lombard Odier emerge che gli UHNWI sono convinti che i tassi di interesse rimarranno bassi per tutto il decennio e questo metterà in discussione l’asset allocation tradizionale. Cresce la necessità di consulenza qualificata

Debito asiatico, per il 2019 rendimenti al 6-7%

Il continente asiatico visto dal satellite

Sono quattro i temi principali secondo gli Ultra High Net Worth Individuals - ovvero persone con un patrimonio netto estremamente elevato - asiatici nell’era post Covid: tecnologia, investimenti, sostenibilità e servizi alle famiglie. Il panel proveniente da Hong Kong, Indonesia, Giappone, Singapore, Filippine, Taiwan e Tailandia che ha partecipato al sondaggio promosso da Lombard Odier ha messo in luce soprattutto la convinzione (per il 78% del campione) che il contesto di tassi di interesse bassi per un periodo prolungato rappresenterà la nuova normalità e che i tassi potrebbero anche rimanere bassi per tutto il decennio. Per gli intervistati quindi l’asset allocation tradizionale tra titoli obbligazionari e azionari potrebbe essere messa in discussione. Gli UHNWI hanno espresso quindi una crescente necessità di servizi di consulenza in scia alla maggiore complessità del mondo attuale. In questo contesto, gli UHNWI preferiscono i mandati discrezionali: il 58% degli intervistati ha dichiarato che, in futuro, molto probabilmente sceglierà questo tipo di mandati, di cui il 44% sarà costituito da un mix di mandati discrezionali e di servizi di consulenza.

In tema di digitalizzazione, ben l’87% dei partecipanti ha affermato che il grado di digitalizzazione di una banca sarà importante per il futuro, e ciò di traduce nel desiderio di ottenere servizi bancari legati all’IT e nuovi modi di comunicare, che guideranno i prossimi sviluppi nell’evoluzione del banking. L’81% degli intervistati inoltre pensa che dopo la pandemia le interazioni umane saranno più digitali e meno fisiche, anche se molti hanno evidenziato quanto siano comunque importanti gli incontri di persona. Nel complesso il panel ritiene che si dovrebbe raggiungere un compromesso tra la limitazione della presenza in ufficio e la riduzione dei relativi costi, e la perdita delle risorse immateriale che nascono attraverso l’interazione fisica dei dipendenti.

Interessante infine l’opinione sulla globalizzazione. Il 46% degli UHNWI intervistati ritiene che in futuro il mondo sarà “più locale e meno globale”, a differenza del 42% che non è d’accordo con questa affermazione. Gli intervistati concordano in ogni caso sul fatto che il fenomeno della globalizzazione persisterà, ma probabilmente sotto una forma diversa, ed esprimono un forte desiderio di un consulente locale di fiducia che aiuti loro a gestire e ad accedere facilmente ai mercati che non possono più raggiungere. ”Il mondo intero ora sta cercando di immaginare che cosa succederà in un’era post-COVID-19. I risultati del sondaggio fanno luce sulle aspettative e i ruoli che le banche private svolgono in questa nuova realtà, che vanno dalla capacità di far leva sulla tecnologia come canale per costruire relazioni e fornire un’offerta di servizi potenziata fino a una forte competenza e comprensione della gestione e della protezione del patrimonio attraverso le generazioni”, è il commento di Jean-François Aboulker, Head of UHNW Offering, Asia at Lombard Odier.

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