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Outlook 2021

Hsbc, Meglio non avere una posizione short sulla ripresa

Un posizionamento di portafoglio sovrappesato in azioni è ancora sensato, ma l’allocazione regionale dovrà adattarsi per riflettere i nuovi sviluppi e l’evoluzione dei trend macroeconomici

Hsbc, Meglio non avere una posizione short sulla ripresa

Joseph Little, Global Chief Strategist di HSBC Global Asset Management

Dopo la ripresa globale del terzo trimestre del 2020 e la successiva fase di appiattimento, secondo HSBC Global Asset Management ci troviamo ora in una fase denominata “economia della ricostruzione”. “Anche se la cadenza precisa della ripresa dipende dalla collocazione geografica, dal vaccino e dal sostegno politico, in termini di posizionamento del portafoglio è troppo rischioso ora vendere o essere sottopesati nell'economia della ricostruzione”, spiega Joseph Little, Global Chief Strategist di HSBC GAM. Secondo lo strategist quindi un posizionamento sovrappesato in azioni è ancora sensato, ma nel corso dell’anno l’allocazione regionale dovrà adattarsi per riflettere i nuovi sviluppi e l’evoluzione dei trend macroeconomici. “Maggiori stimoli o una veloce diffusione del vaccino favoriranno i mercati che hanno riportato performance più deludenti nel 2020, come l’Europa, l’America Latina e l’ASEAN, mentre l’Asia settentrionale e gli Stati Uniti, i vincitori del 2020 in termini di qualità, sono destinati a restare dei paradisi relativi”, dice Little. Che aggiunge: “Per ora è giusto avere un’allocazione in quelle economie la cui fase di ripresa è più arretrata, ma è necessario adottare un approccio attivo”.

Negli Stati Uniti, un maggiore impulso economico, un intervento politico più marcato, la volontà di convivere con il virus e di essere in prima linea per il vaccino dovrebbero contribuire a sostenere un relativo vantaggio di crescita. L’Europa, invece, deve affrontare alcune sfide significative a breve termine, tra cui una seconda ondata del virus e la contrazione economica nel quarto trimestre. “Una volta gestite queste sfide, stimiamo una forte ripresa nel primo semestre del prossimo anno, anche se l’ultima battuta d’arresto aumenta il rischio di conseguenze economiche derivanti dalla crisi”, spiega lo strategist. Quanto ai Paesi asiatici, secondo Little, hanno implementato una strategia più efficace per contenere la diffusione del virus e le attese sono di un miglioramento ciclico nel 2021. Tuttavia, come in altre parti del mondo, è previsto un affievolimento dello slancio della crescita. “La diffusione del vaccino e l’allentamento delle restrizioni sui viaggi all’estero dovrebbero, alla fine, consentire una ripresa in Asia, supportata da bassi tassi di interesse, andando principalmente a beneficio dei paesi dell’ASEAN e di Hong Kong”, afferma Little.

Secondo lo strategist è anche possibile sostituire una parte delle azioni con un’allocazione nel private equity. Se da un lato i rendimenti complessivi attesi per i titoli quotati sembrano bassi rispetto alle richieste della maggior parte degli investitori, dall’altro la struttura del private equity può essere di supporto. "Questo perché i rendimenti sono orientati verso fattori high-beta, small cap e value, che dovrebbero riportare buone performance man mano che la ripresa avanza", spiega Little. Che aggiunge: "Più in là nello spettro del rischio, riteniamo che ci siano delle buone e chiare opportunità di valutazione nei mercati del credito asiatico e dei Paesi Emergenti, che aiuteranno a bilanciare i portafogli degli investitori dall’eccessiva propensione al rischio". "E' molto più difficile invece essere fiduciosi nell’allocazione dei titoli di Stato globali. Riteniamo che le obbligazioni core possano deludere gli investitori, sia in termini di rendimenti sia di hedging”, conclude LIttle.

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