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Brexit

Tilotta (AcomeA), “Per il mercato la Brexit non sarà il cigno nero del 2021”

Risolto il nodo della governance, restano difficoltà sulla pesca e sulla concorrenza. Ma il Covid potrebbe giustificare una proroga della deadline del 31 dicembre

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"Non posso dirvi se ci sarà un accordo o no tra l'Unione europea e il Regno Unito sulla relazione futura, ma ora c'è un percorso verso un accordo. E' molto stretto, ma c'è". Le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella riunione plenaria dell'Europarlamento di mercoledì scorso, non dissolvono le nuvole sull’esito della Brexit, ma quanto meno definiscono i contorni dello scontro. “I nodi restano due, il level playing field e la pesca, dato che sulla governance, cioè sul modo di risolvere eventuali controversie in futuro, i problemi sono stati largamente risolti". Per quanto riguarda il level playing field, la von der Leyen ha aggiunto che il fine dell’Ue è assicurare la concorrenza leale nel mercato interno, ed è per questo, “che servono meccanismi robusti”.

Il sentiero è stretto, ma tracciato, per scongiurare una hard Brexit che sarebbe il principale cigno nero del 2021 con ripercussioni negative su tutti i fronti, non solo europei. Ci sarà quindi un accordo tra Londra e Bruxelles prima della scadenza dell’accordo transitorio che si chiude il 31 dicembre? “Difficile dire quale sarà l’esito di questa vicenda, ma se guardo alle dinamiche di mercato devo dire che attualmente tutti scommettono su un accordo”, afferma Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR. Che aggiunge: “Le questioni principali relative alla pesca e all’uniformità delle norme sulla concorrenza sono fondamentali e sembra che soprattutto dal fronte inglese si profili un’apertura”.

Secondo lo strategist si andrà quindi verso un accordo, anche se il capitolo del libero scambio è il più spinoso e l’ipotesi più accreditata è di un accordo sul modello canadese, che esclude cioè un aumento dei dazi generalizzato su tutte le categorie di merci. “La cosa principale sono i dazi e le norme sulla concorrenza con Bruxelles che vuole impedire che gli aiuti di stato inglesi possano creare squilibri nelle relazioni commerciali”, spiega Tilotta. In ogni caso i tempi per una trattativa così complessa sono corti. “In teoria la data del 31 dicembre non è procrastinabile, ma l’emergenza Covid giustificherebbe un’ulteriore proroga”, conclude Tilotta.

 

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