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Outlook 2021

Assiom Forex, “Ritorno alla normalità pre-Covid entro l’estate”

Le previsioni degli operatori dei mercati finanziari condensate per il 2021 indicano un Pil Usa a +4,2%, un Pil area euro a +4,4% e un Pil Cina a +8%. Una "hard Brexit" potrebbe costare oltre un punto di Pil al Regno Unito

Frena il Pil dell’Eurozona, ma anche il resto del mondo zoppica

E’ una previsione rasserenante quella formulata da Assiom Forex, l'associazione degli operatori dei mercati finanziari, nel suo outlook 2021: un ritorno a una normalità pre-COVID entro l’estate, quando la diffusione dei vaccini permetterà di controllare la pandemia, e il risparmio elevato sosterrà i consumi in presenza di politiche economiche espansive, che sono state il vero  vaccino somministrato dalle Banche centrali nelle economie.

Secondo l’outlook, negli Stati Uniti ci sarà una forte accelerazione guidata dai consumi nel 2021 e nel 2022, con variazioni annue del 4,2% e del 3,3% rispettivamente, sulla base di politiche economiche che dovrebbero restare accomodanti a rafforzamento della ripresa. Nell’Eurozona, la seconda ondata di contagio potrebbe causare una modesta contrazione del Pil nel 4° trimestre, ma si prevede un recupero della crescita del 4,4% nel 2021 e del 3,5% nel 2022, leggermente più alta quindi rispetto agli Stati Uniti. Quanto al Regno Unito, l'uscita dall’Unione europea con un accordo stile FTA (cioè un accordo di libero scambio tra l’Ue e i Paesi terzi) avrebbe un impatto di mezzo punto percentuale di Pil, mentre l’uscita senza accordi potrebbe pesare oltre l’ 1% sul Pil inglese. In ogni caso Assiom Forex prevede che il livello dei disavanzi pubblici sarà elevato per tutti i Paesi europei, mentre l’inflazione salirà per effetto base nella parte finale dell’anno, restando comunque ben al di sotto del 2 per cento.

Quanto alla Cina, la ripresa economica sta proseguendo anche nel 4° trimestre estendendosi ai servizi e ai consumi privati, che saranno ulteriormente supportati dalle politiche fiscali nel 2021. L’impulso del credito continuerà a sostenere la ripresa degli investimenti almeno nella parte iniziale del nuovo anno, mentre la normalizzazione della politica monetaria e l’enfasi sul controllo del rischio finanziario ne freneranno poi la dinamica nella seconda metà dell’anno: la crescita del Pil è attesa in aumento 2% nel 2020, dell’8% nel 2021 e del 5,5% nel 2022.

Riguardo alle singole classi di attività, secondo Assiom Forex l’effetto vaccino potrebbe avere un impatto relativo sui rendimenti dei titoli governativi dell’area euro nel primo semestre 2021. L’eterogeneità dei sistemi sanitari europei, unite alle incertezze riguardo alla fruibilità e all’efficacia dei diversi vaccini disponibili, impatteranno infatti più sulla volatilità dei rendimenti che sul loro valore assoluto. “Ci aspettiamo che nella prima parte dell’anno i rendimenti si muovano a intervalli vicini a quelli attuali o leggermente più bassi, grazie alle politiche monetarie straordinarie della Bce, che continueranno e probabilmente aumenteranno durante l’anno, con il mercato che si aspetta ulteriori 250 miliardi per il PEEP a metà 2021 - è scritto nel report - Se i vaccini confermeranno la loro efficacia, nella seconda parte dell’anno ci potranno essere importanti rialzi dei rendimenti dei governativi europei guidati dai bond dei Paesi core e il rendimento del Bund tedesco potrebbe salire arrivando a un intervallo tra - 0.30% e -0.45%".

Quello che non cambierà nel 2021 sarà il supporto monetario delle Banche centrali e lo stimolo fiscale dei governi. Finché quindi i tassi risk free rimarranno a questi livelli straordinariamente contenuti, gli asset a rischio come i mercati azionari saranno da preferire. “Ricordiamo che la pandemia ha impattato in modo differente i diversi Paesi. Riteniamo quindi che la Cina, il Giappone, la Corea e l’India saranno aree geografiche da sovrappesare nel 2021”, è scritto nel report. In particolare Assiom Forex segnala il Giappone, che è esposto all’industria e agli investimenti cinesi, con indici azionari relativamente a sconto e roe finalmente visti al rialzo. “Fuori dall’Asia occorre fare molta attenzione all’Inghilterra: se si troverà un accordo per la Brexit, i titoli Uk, sottopesati da tutti i gestori da giugno del 2016, saranno da riconsiderare”, è la conclusione del report.

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