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Enasarco, a Fare Presto il 51%
ma sul cda si va alla trattativa

Enasarco, a Fare Presto il 51%ma sul cda si va alla trattativa

 
La democrazia è una strada in salita. E quindi all’Enasarco – la grande cassa di previdenza privata che dovrebbe accudire al futuro previdenziale di 230 mila agenti di commercio e rappresentanti, tra cui i consulenti finanziari – si è consumata oggi un’altra tappa importante ma non ancora risolutiva verso il rinnovamento gestionale reclamato da anni e anni di pessimi rendimenti.
L’assemblea dei 60 delegati – 40 indicati dagli agenti e 20 dalle case mandati – eletta dal voto di circa 35 mila elettori che si sono espressi tra il 24 e settembre e il 7 ottobre scorso, ha confermato con i fatti quel 51% assoluti dei consensi ottenuto dalla Lista Fare Presto, oggi alleata con Artenasarco nell'ambito delle case mandanti, alla quale aderiscono varie associazioni tra cui in primis Confesercenti e Anasf, l’associazione nazionale dei consulenti finanziari.
L’assemblea, però, non ha ancora partorito un consiglio d’amministrazione con una maggioranza netta, a causa di norme difensive scritte dalla vecchia guardia di potere, imperniata attorno alla Confcommercio, Confindustria, Cisl e Uil che già nel 2016 aveva remato contro il primo voto libero mai manifestato dalla categoria.
Vediamo i fatti. Premessa per capirli: per eleggere 1 consigliere d’amministrazione occorre il voto di 4 delegati al consiglio generale. Inoltre, dei 15 consiglieri d’amministrazione 10 vengono indicati dai 40 delegati eletti dagli agenti e gli ultimi 5 dai 20 delegati eletti dalle case mandanti.
Ebbene, sul fronte degli agenti, Fare Presto è stata la lista più votata, con 19 preferenze che hanno determinato l’elezione di 5 consiglieri, ma anche l’altro schieramento ha ottenuto lo stesso numero di consiglieri, 5. Quindi, parità.  
Sul fronte delle Case Mandanti, in cui i 20 delegati esprimono 5 consiglieri, a quoziente pieno (4 voti per ogni consiglieri) sono stati eletto solo 1 consigliere indicato da Fare Presto e 1 dal raggruppamento rivale, unito attorno a Confcommercio, che peraltro ha nominato un candidato indicato dalla Confapi.
Restano quindi da assegnare 3 posti da consigliere a quoziente insufficiente. Da assegnare appunto in base al calcolo dei resti. Non esistono precedenti cui rifarsi. Il 28 dicembre la commissione elettorale di Enasarco si riunirà per procedere con gli adempimenti che prevedono la notifica al ministero vigilante, il Lavoro, dell’esito del voto. Ma per quanto la commissione sia ancora espressione del vecchio gruppo di potere non potrà che rappresentare lo stallo, e sperrà dunque al ministero decidere. Con quale criterio? Certamente con l’unico distinto da un vago spirito democratico: il criterio della prevalenza assoluta dei voti, che tra le case mandanti vede appunto il prevalere della Lista Fare Presto. Ma ovviamente i giochi di Palazzo in simili situazione possono sempre tentare di insinuarsi, mettendo a ulteriore repentaglio gli interessi degli iscritti all’Enasarco.

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