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Commercio

Tronci (Alvarium IM), “Quello tra Cina e Ue è un accordo win-win”

Secondo lo strategist, Pechino accrescerà la sua influenza regionale, mentre le aziende europee potranno accedere al mercato cinese in condizioni di parità e maggiore trasparenza. I nuovi investimenti verso la Cina apriranno opportunità nel mercato obbligazionario locale

Tronci (Alvarium IM), "La regola aurea 40/60 non vale più. Largo ad azioni e investimenti illiquidi”

Roberto Tronci, Partner Avisory Alvarium Investment Managers

Mentre si consuma il divorzio tra l’Unione europea e la Gran Bretagna, Bruxelles accelera l’accordo commerciale con Pechino. Un accordo dal quale la Gran Bretagna sarà esclusa. Qualche osservatore si è chiesto se non vi sia una qualche relazione tra le due situazioni e se l’accordo sino-europeo possa definirsi soddisfacente per ambo le parti. Premettendo che non sono stati resi noti i dettagli dell'accordo, l’idea prevalente nella stampa e tra gli analisti è che la Cina stia offrendo all'Europa condizioni inedite in campo commerciale, che mai erano state concesse prima a un partner straniero, sia in termini di accesso commerciale e di investimenti nel Paese sia soprattutto dal punto di vista delle garanzie legali.

L’Europa, in piena crisi pandemica ed economica, non può che vedere in questo accordo una grande opportunità di ripresa. Xi Jinping, da parte sua, vuole accelerare la firma per arrivare alle celebrazioni del 2021, anno del centenario del Partito comunista, anche con questa importante alleanza dopo il Rcep e la Via della Seta. “Con questi trattati la Cina sta procedendo speditamente verso una ricollocazione geopolitica in chiave China First, che la vede al centro di un'area di influenza sempre più vasta”, spiega Roberto Tronci, Investment Advisory di Alvarium IM. Secondo lo strategist la firma potrebbe arrivare quindi in tempi molto brevi. “Questo negoziato – spiega Tronci - era in piedi da diverso tempo e si prevedeva di chiuderlo a settembre, ma la Cina ha rinviato in attesa dell’esito delle elezioni americane. E con l’insediamento di Joe Biden il 20 gennaio la Cina ha ora interesse a chiudere in fretta”. Anche gli europei, secondo Tronci, farebbero bene a chiudere al più presto l’accordo, “prima che si deteriori la situazione internazionale, che appare estremamente fluida".

Quanto ai vantaggi dell’accordo, Tronci sottolinea soprattutto come Pechino sembrerebbe offrire concessioni significative riguardo le opportunità di investimento delle aziende europee in Cina: “E’ un accordo win-win, favorevole a entrambi. Pechino vuole crescere a livello tecnologico e di influenza, mentre l’accesso al mercato cinese da parte delle aziende europee in condizioni di parità rispetto alle società cinesi (anche quelle di Stato) e la maggiore trasparenza favoriscono sia le esportazioni che gli investimenti del Vecchio Continente”, spiega Tronci. Che conclude: “Quello delle obbligazioni societarie dell’area cinese è un campo che nessuno si era azzardato a esplorare fino ad oggi. Ma i flussi di capitale che si muoveranno verso la Cina dopo l’accordo contribuiranno al loro sviluppo”.

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