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Enasarco, il cda si fa le nomine
Fare Presto!: “Tutto illegittimo!”

“Fare presto!” e “Artènasarco” si dichiarano depauperate del proprio diritto a decidere la governance di Enasarco per i prossimi quattro anni, causa una sconcertante decisione della commissione elettorale della Fondazione che contestano e che hanno impugnato in tribunale. Diffidano i consiglieri eletti dalle altre liste a non procedere in atti che definiscono illegittimi. Ma quelli se ne infischiano e dominano presidente Marzolla e vice Orsini e Catarci.

Enasarco, "Fare Presto!" lancia l'allarme: “il vertice va la Tar, contro i ministeri. E' un atto grave

La cattiva stella che da una decina d'anni segna le vicende dell'Enasarco ha colpito ancora. Nella giornata di ieri va registrata la diffida delle liste “Fare Presto!” e “Artènasarco”, sostenute da Confesercenti, Anasf, Assopam, Federagenti, Fiarc, hanno diffidato "formalmente dal procedere alla costituzione del Consiglio di Amministrazione e, conseguentemente, dal porre in essere alcuna attività di tale Organo in assenza della dichiarazione di accettazione della carica da parte di tutti i Consiglieri, riservandoci di agire presso le Autorità istituzionali e giurisdizionali competenti per tutelare i nostri diritti ed interessi nonché la legittimità dell’azione degli Organi della Fondazione".

Per tutta risposta, il consiglio - ovvero gli otto consiglieri nominati dalle liste avversarie, con le modalità contestate di cui si diceva - si è riunito ugualmente ed ha eletto Antonello Marzolla quale nuovo Presidente della Fondazione, unitamente a Leonardo Catarci (Confapi) ed Emanuele Orsini (Confindustria) come Vicepresidenti. Da notare che in questa configurazione, resa quantomeno precaria dalle modalità e dalle contestazioni in atto, esce di scena la Confcommercio, che pure si è resa strumento utile quanto insensato delle trame delle altre sigle.

Dunque Fare Presti si era chiaramente espressa contro il procedere dell'altro schieramento, citando in particolare "l'articolo 17 dello Statuto Enasarco e gli artt.li 22, commi 1 e 2, e 31 del Regolamento Elettorale", per sottolineare come "in assenza della dichiarazione di accettazione dell’incarico e della conseguente individuazione di tutti i Consiglieri, non si può ritenere correttamente convocato e costituito il Consiglio di Amministrazione indetto per la data del 4 gennaio 2021 e, quindi, legittimato ad assumere alcuna decisione. Ciò anche alla luce di quanto espressamente previsto dall'art. 20 del Regolamento Elettorale per la convocazione dell’Assemblea dei delegati, i quali sono convocati solo a seguito della dichiarazione di accettazione dell’incarico".

Atteso quanto sopra rappresentato e nell'evidenziare come la decisione della Commissione Elettorale del 28 dicembre 2020 sia oggetto di impugnativa, atteso il suo contenuto palesemente illegittimo, nonché travolgente tutti gli atti successivi, ivi compresi quelli oggetto della presente, Vi invitiamo e diffidiamo formalmente dal procedere alla costituzione del Consiglio di Amministrazione e, conseguentemente, dal porre in essere alcuna attività di tale Organo in assenza della dichiarazione di accettazione della carica da parte di tutti i Consiglieri, riservandoci di agire presso le Autorità istituzionali e giurisdizionali competenti per tutelare i nostri diritti ed interessi nonché la legittimità dell’azione degli Organi della Fondazione.

Dopo aver appreso che le altre liste avevano imperterrite proseguito nel loro programma di nomine, Fare Presto e Artenasarco sono uscite con un durissimo comunicato di critica: "E' una elezione che non riteniamo legittima e per la quale ricorreremo in ogni sede, al fine di ripristinare la legittimità e la democrazia che riteniamo lesa e che la nostra Cassa Previdenziale esige". 
I fatti. Oggi si è riunito per la prima volta il CdA Enasarco, costituitosi a seguito delle elezioni dell'ottobre scorso e che, dopo l'Assemblea dei Delegati del 23 dicembre e le illegittime decisioni assunte dalla Commissione Elettorale della Fondazione cinque giorni più tardi, ha dato alla governance uscente la maggioranza dei Consiglieri: 8 su 15. Sette, invece, i Consiglieri in quota Fare Presto! -Arténasarco, che pure avevano ottenuto la metà dei Consiglieri Lato Agenti (5 su 10) e la maggioranza dei voti Lato Casa Mandante al termine delle elezioni: 50,96% il risultato della somma complessiva dei voti ottenuti da Fare Presto! e Arténasarco. Un Consiglio di Amministrazione che si è svolto senza tener minimamente conto  della "diffida a procedere alla costituzione e alle attività consiliari, presentata dalla nostra coalizione" perché "in assenza della dichiarazione di accettazione dell’incarico e della conseguente individuazione di tutti i Consiglieri, non si può ritenere correttamente convocato e costituito"; CdA che si è in effetti svolto alla sola presenza di 14 Consiglieri e che quindi "non è da considerarsi legittimato ad assumere alcuna decisione".
Il CdA di oggi ha eletto a maggioranza (8 vs 6) il segretario generale Usarci Antonello Marzolla quale presidente Enasarco e i dirigenti di Confapi e Confindustria, Leonardo Catarci ed Emanuele Orsini, suoi vice: "Usarci aveva presentato un programma che prometteva di portare gli agenti alla guida di Enasarco, invece ha portato in CdA, tra gli altri, il proprio segretario generale, ovvero un sindacalista che siede nel CdA della Fondazione da circa 14 anni, un sindacalista UGL e un sindacalista CISL, cosa quantomeno bizzarra. Al netto delle varie azioni compiute in Assemblea, in Commissione Elettorale e oggi in CdA, i cui eventuali responsabili risponderanno alle autorità competenti, noi, con la forza della verità e della giustizia, con il sostegno degli iscritti e la certezza della bontà del nostro programma e delle persone che lo sostengono, combatteremo in ogni sede per ridare dignità alla Fondazione Enasarco, che oggi ha subìto una delle pagine più brutte della sua storia".
 

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