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Mercati

Gli Emerging Market sorpassano le economie del G7

I mercati emergenti nel 2020 sono arretrati solo del 3,3% portando il Pil complessivo a quota 40mila miliardi di dollari, contro i 38mila miliardi dei principali Paesi occidentali

Gaziano (SoldiExpert), “La fuga degli investitori potrebbe annullare quattro anni di crescita”

Responsabile Strategie di Investimento di SoldiExpert SCF

L’elemento in assoluto più significativo del 2020 è stato il sorpasso dei Paesi Emergenti nei confronti di quelli sviluppati delle economie del G7 così come certificato dalle stime del Fondo monetario internazionale. Un soprasso, come spiega in un report SoldiExpert SCF, “che da tempo era nell’aria” e che lo shock produttivo da pandemia, “ha reso possibile prima previsto”. Nel 2020, infatti, il prodotto interno lordo dei sette big arretrerà complessivamente del 5,9%, appesantito dal -5,3% del Giappone e soprattutto dal -8,3% dell’Eurozona. Gli emergenti, invece, fletteranno solo del 3,3%, portando il relativo Pil a quota 40mila miliardi di dollari contro i 38mila miliardi dei Paesi G7.

Come spiega Salvatore Gaziano, responsabile investimenti di SoldiExpert, per gli investitori questo sorpasso si è riflesso negli indici di Borsa, con alcuni mercati emergenti che hanno segnato fra le migliori performance del 2020. Il listino cinese di Shenzen, per esempio, è salito del +34,3%, quello coreano del +27,3% e solo l’S&P 500, cresciuto del 15,4%, è riuscito fra i Paesi sviluppati a stare dietro a questi mercati grazie al boom dei titoli tecnologici, con il Nasdaq che ha registrato un incremento del 43 per cento.

Ma che cosa aspettarsi dal 2021? Secondo il report, con la campagna vaccinazioni planetaria – e sulla base delle previsioni del FMI e delle principali case d’investimento - l’economia dovrebbe rifiorire e i settori più puniti dalle misure di confinamento dovrebbero rimbalzare più vigorosamente. “C’è quindi attenzione verso quei mercati e comparti - automobilistico, turismo e intrattenimento - che sono rimasti più indietro soprattutto in Europa, che ha visto nel 2020 l’indice Euro Stoxx perdere il 5,5%”, spiega Gaziano. Che aggiunge: “Fra i possibili mercati protagonisti del 2021 c'è sicuramente la Germania con il Dax che ha toccato nel periodo di Natale il massimo storico raddoppiando dal 2007 il suo valore. E anche la Gran Bretagna che, dopo lo scampato no deal, potrebbe essere la sorpresa del 2021 visto che le quotazioni sono fra le più basse a livello storico in Europa”.

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