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l'intervista

Eggerstedt (Schroders): "Green bond e obbligazioni Esg, ecco i motivi dell’ascesa"

La responsabile del credito sostenibile di Schroders spiega come le politiche comunitarie abbiano incoraggiato le aziende europee ad aumentare il numero di emissioni facendo accrescere la liquidità di mercato

 Saida Eggerstedt, head of sustainable credit di Schroders

Saida Eggerstedt, head of sustainable credit di Schroders

È da un po’ di tempo ormai che i green bond stanno catturando l’attenzione, in quanto elemento chiave per lo sviluppo e la crescita degli investimenti obbligazionari sostenibili o Esg. Un green bond è, in breve, uno strumento volto a finanziare progetti con un impatto ambientale e/o climatico positivo. Più di recente abbiamo anche assistito alla nascita dei social bond, utilizzati per investimenti sociali con obiettivi come ad esempio un maggiore accesso a cure sanitarie ed educazione. 

Quest’anno il mercato dei green bond ha vissuto in volata verso la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, secondo i dati del Climate Bonds Initiative and Bloomberg. 

Esistono ragioni particolari dietro l’incremento delle emissioni di quest’anno, soprattutto da marzo?

La base di investitori in ambito obbligazionario sostenibile è cresciuta e si è ampliata. La risposta politica dei Governi alla pandemia ha incluso programmi di investimento green e sociali. La Germania ha emesso Bund green e l’UE i social bond SURE, parte del programma Next Generation EU. Queste politiche hanno incoraggiato le aziende europee e, di conseguenza, abbiamo visto un aumento significativo nelle dimensioni e nella liquidità di mercato, che ha creato un circolo virtuoso. 

Date le difficili condizioni di mercato è stato più facile emettere green bond a causa della solidità dei trend ESG?

Sì e no. Non dimentichiamo che gli investitori Esg pongono più domande sulle metriche ambientali, oltre che finanziarie, degli emittenti. Ciò significa che questi ultimi hanno bisogno di risorse aggiuntive e di un piano credibile sulla sostenibilità. Quest’anno le azioni delle banche centrali hanno consentito l’accesso a molti emittenti corporate sul mercato, con le aziende intente ad assicurarsi di avere capitali sufficienti nonostante i lockdown. Alcuni emittenti hanno usato i loro bond green o social o sostenibili per mettere in luce le loro iniziative socio-ambientali. Valutare questi bond da una prospettiva Esg oltre che finanziaria fornisce una maggiore comprensione e convinzione, positiva o negativa che sia, in un contesto di mercati incerti e volatili. 

Durante l’aumento delle emissioni, sono emersi trend interessanti in termini di valutazioni, utilizzo dei proventi, industrie o tipologie di aziende?

Abbiamo accolto positivamente l’arrivo di bond Esg da nuovi settori, oltre a utility e banche. Burberry è stato il primo rivenditore al dettaglio nella moda a emettere bond Esg, fornendo un aggiornamento dettagliato della propria strategia sulla sostenibilità. Gli obiettivi della società sono: 1) emissioni zero di carbonio entro il 2022, con un focus sull’efficientamento energetico e sugli edifici green, 2) l’approvvigionamento di materie prime sostenibili, in particolare il cotone certificato dalla Better Cotton Initiative, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, e 3) il confezionamento sostenibile. Questo è un esempio di come le considerazioni ESG e di business si conciliano, data l’importanza delle prime per i consumatori più giovani. 

L’emissione di green bond high yield è una novità. La sussidiaria di Volvo in Cina e Getlink, l’operatore dell’Eurotunnel, hanno entrambe emesso green bond con rating BB. Volvo Car si sta focalizzando sullo sviluppo di veicoli elettrici, mentre Getlink finanzierà trasporti puliti, efficientamento energetico, strutture per il riciclaggio e condizionamento dell’aria. 

Novartis, azienda sanitaria svizzera, ha emesso un bond a 8 anni con una cedola indicizzata ai target ESG. L’obiettivo è aumentare del 200% entro il 2025 l’accesso alle medicine in Paesi a basso e medio reddito. Se ciò non accadrà, la cedola aumenterà dello 0,25%. 

Come si misurano, valutano e analizzano le credenziali o la struttura di un green o social bond?

È importante valutare la cultura complessiva, la strategia e la direzione intrapresa dagli emittenti. Il nostro team guarda a diverse metriche societarie e all’utilizzo dei proventi, inclusi la riduzione dell’impronta di carbonio o l’assenza di emissioni, i posti letto e le strutture sanitarie/sociali creati, il numero di studenti aiutati. L’utilizzo dei proventi idealmente è focalizzato su nuovi sviluppi, ma può guardare retroattivamente anche progetti passati, fino a un massimo di tre anni. Oltre ai report annuali quantitativi e qualitativi sui bond Esg, i report sulla sostenibilità e quelli della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), oltre a integrare la reportistica finanziaria e i meeting periodici con gli emittenti e le analisi Esg, rappresentano fonti di informazione rilevanti. 

Quali sono i trend nell’utilizzo dei proventi e cosa ci dicono in merito alle considerazioni e priorità ESG delle aziende?

Nel complesso vediamo che le aziende stando espandendo i propri orizzonti ESG. Le considerazioni green non riguardano solo l’azienda stessa, ma l’allineamento con gli obiettivi degli Accordi di Parigi. La questione degli edifici ecologici è stata una storia di successo, soprattutto nelle certificazioni delle nuove costruzioni. Ora si sta allargando alle ristrutturazioni con efficientamento energetico e al suo ruolo nell’economia circolare, inclusa la gestione di acqua e rifiuti. Il sociale era spesso associato agli alloggi a prezzi accessibili, ma ora comprende anche l’accesso a istruzione e sanità. Un emittente responsabile guarda all’inclusione nel proprio business a partire da razza, sesso, reddito, capacità mentali e fisiche, ed emette un bond sociale o sostenibile con questo scopo. Qui si stanno muovendo i primi passi.  

Quali sono i principali vantaggi dei green bond in un portafoglio obbligazionario corporate?

Il vantaggio principale di un bond green o sociale credibile per un portafoglio obbligazionario corporate consiste nella maggiore esposizione agli investimenti sostenibili e nella diversificazione dell’esposizione ai temi futuri. 

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