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Btp a 15 anni, domanda a 105 miliardi contro i 10 disponibili

Più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (circa il 57,8%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 26,3%

investimenti italia

Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato i dettagli dell'emissione del nuovo BTP a 15 anni, con scadenza 1° marzo 2037 e cedola annua dello 0,95%, per un totale di 10 miliardi. Hanno partecipato all'operazione oltre 520 investitori per una domanda complessiva di oltre 105 miliardi, dieci volte la richiesta e il doppio rispetto ai 50 miliardi toccati dai 9 miliardi del Btp a 15 anni di febbraio 2020. Più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (circa il 57,8%), mentre le banche ne hanno sottoscritto il 26,3%. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 7,9% dell'emissione (in particolare il 4,4% è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 3,5% è stat allocato a banche centrali e istituzioni governative). Agli hedge fund è stato allocato circa il 7,4% dell'ammontare complessivo. Le imprese non finanziarie hanno partecipato all'emissione con una quota residuale pari allo 0,6%.

La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 50 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati circa il 73,7% dell'emissione, mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 26,3%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori residenti nel Regno Unito (circa il 29,1%). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa continentale, in particolare in Germania, Austria e Svizzera (14,4%), in Francia (8,7%), nei Paesi Scandinavi (7%), nei paesi della penisola iberica (4,5%), in altri paesi europei tra cui Est Europa (2,6%) in Benelux (1,4%), e infine Medio Oriente (1,2%). Al di fuori dell'Europa, gli investitori provenienti da Stati Uniti e Canada si sono aggiudicati circa il 4% dell'emissione; una quota residuale pari allo 0,5% è stata acquistata da investitori asiatici, mentre il resto dell'emissione è sottoscritto da investitori residenti in altri paesi.

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