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Amendola (AcomeA Sgr), “Comprare Enel è come comprare Italia”

Per gli investitori istituzionali l'azienda elettrica è la porta per entrare sui temi energetici, oppure direttamente sul mercato italiano. Ma c’è un modo più attivo di prendere esposizione scegliendo un basket di 4/5 municipalizzate, ben più remunerative

Francesco Starace, ad Enel

Francesco Starace, ad Enel

Enel ha celebrato il 6 gennaio con un incremento del 6,36% a Piazza Affari e segnando un record di capitalizzazione, pari a oltre 90 miliardi di euro di valore. La società guidata da Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale, si conferma la prima azienda nel mercato italiano e la prima azienda nel settore utility in Europa. Secondo gli operatori questo risultato è stato reso possibile dal successo del modello di business sostenibile e integrato, adottato sin dal 2015, che ha permesso al gruppo elettrico di cogliere tutte le opportunità legate alla transizione energetica. «Nel 2020, durante il lockdown, abbiamo fatto un viaggio nel futuro e oggi c’è molta più chiarezza nell’abbracciare la transizione energetica – ha recentemente dichiarato Starace - Oggi è l’Europa che chiede la decarbonizzazione, spostando i consumi energetici sull’elettrificazione, uscendo dalle fonti fossili. Per far bene questo mestiere bisogna innovare e noi abbiamo cominciato ancora nel 2014». Insomma la componente elettrica viene ormai contrapposta a quella fossile e viene inserita d’ufficio nell’elenco dei produttori virtuosi, o meglio sostenibili.

Ma è proprio questa la ragione della grande domanda di Enel da parte degli investitori? E fino a dove può arrivare il titolo? “I fattori di successo di Enel sono due – spiega Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR - Il primo è che Enel beneficia di una serie di trend consolidati, come il boom delle fonti di energia rinnovabili. Il secondo è che Enel è un player mondiale, e questo significa che è un’azienda molto grande e molto liquida e rappresenta quindi la porta di ingresso principale per investire sui temi energetici, oppure sul mercato italiano”. In altre parole per gli investitori istituzionali si è ormai attivata l’equazione: comprare Enel uguale comprare Italia. Con i vantaggi e gli svantaggi del caso. “Enel è un titolo da gestore passivo. Ci sono titoli del settore che trattano in modo più interessante: Hera e A2A, per esempio, presentano gli stessi fattori innovativi di Enel, ma sono più piccole”, dice Amendola. Che conclude: “In altre parole, ritengo che ci sia un modo di prendere esposizione sullo stesso tema in modo più attivo e con rendimenti più interessanti scegliendo un basket di 4/5 aziende municipalizzate”.

 

 

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